Giustizia per Pallina: la gatta sequestrata in un rudere a Locri è morta

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Gli Animalisti si rivolgono alla Procura

  03 giugno 2026 21:19

"La notizia che non avremmo mai voluto dare è purtroppo arrivata: Pallina è morta. La gatta recuperata in condizioni disperate da un rudere abbandonato nella locride, dove era stata forzatamente confinata e privata di cure adeguate, si è spenta dopo un drammatico peggioramento e un ricovero d’urgenza in una clinica attrezzata di Reggio Calabria.

Nonostante l’intervento disperato dei medici della clinica reggina, il quadro clinico era ormai irrimediabilmente compromesso da giorni di privazioni, fame e un gravissimo distress respiratorio culminato in versamenti pleurici e addominali"

Cronaca di una morte annunciata

Come Associazione O.L.A. (Oltre L'Arcobaleno) e come Partito Animalista Italiano (PAI) lo avevamo gridato a gran voce fin dal primo istante: un animale fragile non poteva sopravvivere in quelle condizioni di abbandono. Pallina respirava "di pancia", un segno inequivocabile di grave sofferenza polmonare che purtroppo l'ambulatorio veterinario locale, dove era stata inizialmente trasportata, ha gestito a tentoni, temporeggiando per giorni senza rilasciare un referto tempestivo o una diagnosi chiara, giustificandosi dietro la "difficoltà del caso".

La realtà scientifica, evidente fin da subito agli occhi della Dr.ssa Marilene Bonavita (farmacista, presidente dell'associazione O.L.A. e responsabile per tutta la Calabria del PAI), era quella di una creatura ridotta allo stremo delle forze. Per Pallina il tempo è scaduto nel peggiore dei modi, ma la sua morte non rimarrà impunita.

 

Attivata la Procura: chiesta la necroscopia urgente

Non c'è spazio solo per le lacrime; ora è il momento della giustizia. È stata immediatamente depositata presso la Procura della Repubblica di Locri la richiesta di una necroscopia urgente post-mortem da effettuarsi tramite l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

L'esame autoptico parlerà per Pallina e spazzerà via ogni scusa: evidenzierà scientificamente la dinamica dell’aggravamento e dimostrerà che la gatta, prima di questa tortura, era in realtà forte e ben tenuta. Se è riuscita a resistere da sola per tutto questo tempo in quel posto d'inferno, è solo perché godeva di ottima salute prima che la facessero marcire lì dentro.

A proteggerla in quel rudere dall'attacco di predatori o altri pericoli è stata solo la fedele cagnolona simil maremmana di famiglia, anche lei confinata in quella campagna. La cagnolona, che ha sempre dormito con Pallina, le ha fatto da scudo in questi giorni terribili, impedendo che venisse aggredita.

I referti clinici della struttura di Reggio Calabria saranno a breve prodotti alla Procura di Locri . Già é stato chiesto il nome del P.M. inquirente e lo stato del procedimento. Il reato ipotizzato nell'esposto penale contro l'Amministratore di Sostegno e i familiari complici ora cambia: si configura il reato di Maltrattamento aggravato dalla morte dell'animale (Art. 544-ter, comma 3 del Codice Penale).

 

L'indignazione dei vertici del PAI: 

"Siamo a pezzi per la perdita di Pallina, ma la nostra determinazione raddoppia", dichiara la Dr.ssa Marilene Bonavita nella sua duplice veste di presidente di O.L.A. e guida del PAI in Calabria. "Ho già provveduto a rendere edotto della gravità dei fatti il Presidente Nazionale del Partito Animalista Italiano, l'avvocato Cristiano Ceriello, che attiverà immediatamente l'ufficio legale nazionale per agire tempestivamente in ogni sede opportuna."

Sulla drammatica vicenda interviene duramente anche Carlo Callegari, responsabile del PAI per il Sud Italia, visibilmente scosso dall'accaduto: «Sono indignato per quanto accaduto a Locri. Mai avrei potuto ipotizzare che nella Volontaria Giurisdizione non si agisse per il bene e la vera tutela dei diritti dei deboli».

Chi ha causato tutto questo, abusando dei propri ruoli istituzionali e familiari, ne risponderà personalmente. Lo dobbiamo a Pallina, che ha vissuto i suoi ultimi istanti circondata da amore e dignità nei suoi ultimi giorni e non é deceduta da sola nell’ erba di una campagna deserta ,sotto la pioggia ed esposta a tanti pericoli.

Affranta ed impotente da questa situazione assurda ,la dottoressa Bonavita si augura che ora Pallina possa trovare la serenità che le é mancata nei suoi ultimi mesi ,oltre l' arcobaleno , dove esiste un mondo migliore per tutti.


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