Gratuito patrocinio, allarme della Camera Minorile di Crotone: “A rischio i diritti dei minori”

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  11 ottobre 2026 21:50

La paralisi dei pagamenti per il gratuito patrocinio rischia di compromettere non soltanto la sostenibilità economica del lavoro degli avvocati, ma anche la tutela dei soggetti più vulnerabili, a partire dai minori e dalle vittime di violenza. È l’allarme lanciato dalla Camera Minorile di Crotone, aderente all’Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM), che chiede un intervento immediato per superare le criticità legate alla liquidazione dei compensi professionali.

In una nota datata 11 ottobre 2026, la presidente Francesca Parise esprime «profonda e viva preoccupazione» per le difficoltà che stanno interessando il patrocinio a spese dello Stato, attribuendole a un’applicazione che l’associazione ritiene distorta delle disposizioni derivanti dalla riforma Cartabia e di recenti pronunce della Corte di Cassazione non rese a Sezioni Unite.

Secondo la Camera Minorile, le interpretazioni adottate in materia di liquidazione dei compensi starebbero determinando ritardi insostenibili e nuovi adempimenti burocratici per i difensori, costretti ad anticipare le spese e ad attendere tempi irragionevoli prima di ricevere quanto riconosciuto per l’attività svolta.

Nel documento viene contestata una prassi che, secondo l’associazione, rischia di trasformare gli avvocati in burocrati e «messi notificatori» a proprie spese.

Il riferimento è agli oneri di notificazione che alcuni professionisti si troverebbero ad affrontare per consentire il pagamento dei decreti di liquidazione, con procedure che possono coinvolgere numerose parti e prolungare ulteriormente i tempi di attesa. In determinate situazioni, si arriverebbe persino al paradosso di dover notificare gli atti a se stessi nei casi di irreperibilità.

Una situazione che, secondo la Camera Minorile, si inserisce in un quadro già critico per l’Avvocatura e che assume una particolare gravità nell’ambito del diritto minorile e familiare, dove l’intervento del difensore è spesso indispensabile per garantire la protezione di diritti fondamentali.

È proprio su questo aspetto che la presa di posizione della Camera Minorile di Crotone pone l’accento. Se il problema riguarda l’intera Avvocatura, nel settore del diritto penale e civile minorile le conseguenze rischiano di essere ancora più pesanti.

L’associazione richiama, in particolare, il ruolo del curatore speciale del minore, chiamato a rappresentare autonomamente gli interessi del bambino nei procedimenti più delicati e ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge.

Un istituto fondamentale per assicurare che i diritti dei minori siano tutelati anche quando emergono conflitti con quelli dei genitori o quando sono necessarie decisioni che incidono direttamente sulla loro vita.

Nel documento vengono inoltre ricordate le garanzie riconosciute alle vittime di violenza, maltrattamenti, violenza di genere, atti persecutori e abusi sui minori, per le quali la legge prevede, nei casi stabiliti, l’accesso al patrocinio a spese dello Stato indipendentemente dai limiti di reddito.

Si tratta di strumenti pensati per rimuovere gli ostacoli economici all’accesso alla giustizia e consentire alle persone più fragili di ottenere assistenza legale. Proprio per questo, secondo la Camera Minorile, eventuali ritardi sistematici nei pagamenti e ulteriori difficoltà burocratiche rischiano di indebolire l’effettività di queste tutele.

La Camera Minorile di Crotone chiede quindi al Ministero della Giustizia e agli organi giudiziari competenti di intervenire per ripristinare una corretta ed equa applicazione del D.P.R. 115/2002, il Testo unico sulle spese di giustizia.

L’obiettivo è superare le incertezze interpretative e le prassi che, secondo l’associazione, stanno ostacolando la liquidazione dei compensi, garantendo tempi ragionevoli e procedure compatibili con il lavoro dei professionisti.

La comunicazione è stata indirizzata al ministro della Giustizia, al presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, ai vertici del Tribunale di Crotone e ai responsabili degli uffici penali e Gip-Gup, oltre che al personale amministrativo e al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Crotone.

Un appello rivolto, dunque, sia al livello ministeriale sia agli uffici giudiziari del territorio, affinché la questione venga affrontata con urgenza e si individuino soluzioni capaci di evitare che le difficoltà nella remunerazione dei difensori si ripercuotano sull’assistenza garantita ai cittadini.

La posizione della Camera Minorile è netta: il patrocinio a spese dello Stato non può essere svuotato della propria funzione da meccanismi burocratici che rendono sempre più difficile l’attività dei professionisti chiamati a garantire la difesa di chi non dispone delle risorse necessarie.

Nel richiamare l’articolo 24 della Costituzione, l’associazione ribadisce che il diritto di difesa deve essere effettivo e accessibile, soprattutto per i soggetti più vulnerabili.

La richiesta conclusiva è quella di un intervento concreto, capace di restituire dignità alla funzione dell’avvocato e assicurare un sostegno reale ai minori e alle persone che necessitano di protezione.

Un principio che la presidente Francesca Parise riassume nel messaggio conclusivo della nota: «I diritti dei minori e la dignità degli avvocati che li proteggono non si calpestano».