
"Nessuna deliberazione sui fondi “Dopo di Noi” e ritardi nei Progetti di Vita: presentata istanza
formale per trasparenza, co-programmazione e attuazione della riforma disabilità. Il tempo passa. E quando si parla di diritti delle persone con disabilità, il tempo non è mai neutro. Resta la memoria come il danno per ogni singola persona affetta da disabilità fisica e psichica e/o sensoriale, ingiustamente privata del diritto di vivere una vita in piena ed effettiva autonomia, partecipazione ed inclusione sociale. Diritto garantito dalla riforma prevista dal DLgs 62/24, attuativo della Legge Delega n. 227/2021, che ha imposto un importante cambio di paradigma nella normativa in materia di disabilità, segnando il passaggio da un approccio assistenziale a uno fondato sui diritti e sull'autodeterminazione della persona. Catanzaro, insieme ad altri 9 territori provinciali, è stato scelto dal Dlgs 62/2024 per avviare la fase di sperimentazione, per il periodo 1/1/2025-31/12/2025", scrivono da Casm.
"È trascorso poco più di un mese dalla riunione del Consiglio comunale, - proseguono - onvocata il 26 gennaio 2026 con un solo punto all’odg: “Politiche di sostegno a famiglie, enti e associazioni del Terzo
Settore messe in atto dall'Amministrazione comunale; problematiche relative alla restituzione dei
fondi Legge 12/06/2016 n. 112 ed iniziative conseguenti da assumere; linee d'indirizzo in ordine ai
provvedimenti da adottare da parte degli organi comunali competenti”. Nulla è stato deliberato in
merito. Non solo. Nessun seguito è stato dato all’offerta collaborativa avanzata dall’avv. Rita
Ciciarello, Presidente CASM, e da altre Associazioni del Terzo Settore, finalizzata a rimediare
all’inefficiente gestione del settore dei servizi sociali".
"Gestione che ha comportato la perdita delle risorse relative alle annualità 2016 e 2018 dei Fondi del Dopo di Noi e il grave ritardo nell’attuazione delle richieste di “Progetto di Vita”, - spiegano - presentate da tante famiglie per ottenerne l’attuazione. Proprio per tali ragioni, stante il silente ed inerte comportamento del Comune di Catanzaro, capofila dei 31 Comuni associati nell’ATS, il CASM, a tutela dei propri aderenti, ha notificato ulteriore istanza con cui ha richiesto: Trasparenza sulle risorse regionali e sui Fondi “Dopo di Noi”; Avvio delle procedure per l’istituzione del Gruppo di Piano; 3. Attivazione delle procedure di governance e amministrazione condivisa attraverso gli
strumenti di co-programmazione, co-progettazione e cogestione con gli ETS, ex art. 55 C.T.S.;
Elaborazione, in amministrazione condivisa, del nuovo Piano di Zona; Individuazione di procedure e strumenti per la rilevazione e l’analisi dei bisogni territoriali e la mappatura dei servizi sociali;
Istituzione dell’Osservatorio Permanente per il Benessere Mentale e dei Bisogni Complessi; Promozione di misure organizzative per l’integrazione sociosanitaria; Istituzione del Punto Unico di Accesso (PUA); Istituzione della cartella sociale informatizzata".
"Nel caso di inerzia o mancata risposta del Comune di Catanzaro il CASM ha preannunciato il ricorso
all’intervento sostitutivo della Regione e del Ministero previsto nel Piano nazionale interventi e
servizi sociali 2024-2026. Perché quando sono in gioco diritti fondamentali, il tempo non può tradursi in inerzia. La dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie impone risposte tempestive e concrete", concludono.
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