
di SERGIO DRAGONE
Nel calcio c’è solo un giudice infallibile – il campo – ed esiste solo una regola, quella dei risultati. Il resto non conta, come magistralmente ha spiegato Max Pezzali nella sua celebre “La dura legge del gol”. Le preoccupazioni che in questi giorni impazzano sui social dopo le due sconfitte di Vicenza e Pisa e la chiusura del calciomercato non devono stupire.
Che sarebbe stata una partenza ad handicap lo si poteva immaginare: cominciare il campionato con tre trasferte consecutive praticamente equivale ad una penalizzazione in classifica. Così come non è facile cancellare le immagini dell’incredibile stagione passata: proprio ieri sera, in diretta dalla Scala di Milano, al Gran Galà del Calcio, sono sfilate le immagini dei gol di Mattia Liberali, premiato come migliore calciatore giovane della serie B. Impossibile non emozionarsi. Tutti siamo consapevoli che non sarà facile ripetere quelle imprese. La ridotta disponibilità dello stadio “Ceravolo” nella fase iniziale non è cosa di poco conto e c’è il rischio concreto di dovere risalire faticosamente la china.
Detto questo, penso che sia profondamente ingiusto definire “fallimentare” il calciomercato del nostro club e parlare di turn over indiscriminato. Se passa questo messaggio, a mio parere eccessivo, la nostra squadra dovrà combattere contro un avversario in più, sotto certi aspetti più insidioso dei competitors sul campo: il disincanto pessimistico dell’ambiente. Inutile sottolineare quanto sia invece importante contare sulla passione e sul sostegno del popolo giallorosso.
Io farei parlare i dati e le informazioni che si possono consultare sui giornali specializzati. Intanto, non risponde al vero che il Catanzaro ha effettuato un numero sproporzionato di operazioni (27 tra acquisti e cessioni) poiché ci sono ben nove club di serie B che hanno movimentato molto di più: la Juve Stabia ha fatto 40 operazioni, il Mantova e il Sudtirol 37, il Verona 34, la Sampdoria e la Carrarese 32, Pisa, Modena e Cremonese 30.
Spulciando questi dati, si scopre che il Catanzaro vanta il migliore saldo acquisti/cessioni (+5), seguito dalla Juve Stabia, dal Verona e dal Pisa (+2), mentre Carrarese (-4), Avellino (-3), Cremonese (-2) e Sud Tirol (-1) hanno più venduto che acquistato. Ovviamente, non tutti gli acquisti e tutte le cessioni hanno lo stesso “peso” tecnico ed economico e solo il campionato potrà dirci quale club ha speso meglio.
Ancora più interessante è l’analisi delle “formazioni tipo” pubblicata dalla Gazzetta dello Sport a conclusione della sessione di calciomercato. Praticamente tutte le squadre di serie B si sono notevolmente rinnovate rispetto allo scorso anno: il Sudtirol schiera 8 nuovi titolari, il Padova, la Carrarese e la Juve Stabia ne schierano 7, il Catanzaro ne schiera 6 come il Verona, il Vicenza, la Sampdoria, il Pisa, il Modena e il Cesena. Se turn over sproporzionato c’è stato, è un fenomeno che non riguarda solo il Catanzaro, ma addirittura in misura maggiore la gran parte dei club di B.
D’altronde, in un sistema ormai dominato dai procuratori e dal dio denaro, nessuna società può permettersi di confermare in blocco le rose delle stagioni precedenti.
Sono d’accordo con chi sostiene che non sarà facile fare dimenticare campioncini come Cisse, Liberali e Favasuli, ma chi pensava di poterli trattenere a Catanzaro (quest’anno giocheranno la Champions) evidentemente crede ancora a Cappuccetto Rosso o Cenerentola.
Hanno ragione coloro che sostengono che anche quest’anno il Catanzaro sarà una scommessa. Nessuno può ancora dire se Giorgio Gorgone è un allenatore pronto per grandi traguardi o semplicemente un inadeguato ripiego dopo l’addio di Aquilani. E nessuno può dire se qualcuno dei potenziali gioiellini scovati da Ciro Polito (a proposito, si parla molto bene di Federico Cassa, per alcuni osservatori neutrali un predestinato) farà lo stesso percorso di Cisse e Liberali. Nessuno può dire se Emanuele Pecorino andrà in doppia cifra o resterà a secco, se Simone Pafundi tornerà ad ammaliare Roberto Mancini oppure farà una stagione grigia. E infine nessuno può dire se il Catanzaro “rivoluzionato” – ma come abbiamo visto in linea con quello che hanno fatto tutti gli altri club – farà i playoff, andrà in serie A oppure – ipotesi malaugurata e che non voglio nemmeno prendere in considerazione – finirà in serie C.
Oggi occorre, in un momento di obiettiva difficoltà, abbandonare atteggiamenti pessimistici e guardare al futuro con fiducia e orgoglio. A Reggio Calabria, a pochi chilometri da noi, in una piazza che ha conosciuto la serie A, si registra uno straripante entusiasmo per l’ennesimo campionato di serie D e per la “strepitosa” vittoria contro il Praia a Mare. I gusti son gusti. Noi cercheremo di tenerci stretto il nostro posto nel calcio che conta e col Praia a Mare facciamo giocare gli altri.
Si, il Catanzaro è una scommessa, ma se ci pensiamo bene anche la vita è una scommessa quotidiana.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797