Il Comune di Catanzaro avvia un tavolo di lavoro sulla giustizia riparativa

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Giusy Pino: "Servono risorse dedicate, ma la rieducazione può portare benefici a tutta la comunità"

  10 luglio 2024 15:25

Catanzaro può diventare un nuovo modello per la giustizia riparativa, sulla scorta delle poche altre esperienze avviate in Italia per promuovere la cultura della rieducazione del condannato.

Se ne è discusso in una riunione convocata in via Fontana Vecchia dall’assessore alle Politiche sociali, Giusy Pino, insieme al dirigente di settore Antonino Ferraiolo, alla presenza del Presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, del garante comunale dei detenuti, Luciano Giacobbe, del consigliere comunale Gregorio Buccolieri, referente istituzionale per la giustizia riparativa.

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L'iniziativa è stata promossa di concerto con l'impresa sociale Promidea che, nell'ambito del progetto "Promuovere", finanziato da Cassa delle Ammende e cofinanziato della Regione Calabria, ha inteso organizzare dei focus group con l'obiettivo di sensibilizzare i Comuni calabresi sulla tematica della giustizia riparativa. 

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La normativa prevede che presso gli enti locali vengano istituiti i Centri per la giustizia riparativa, strutture, cui competono le attività relative all’organizzazione dei programmi, che sono, nello specifico, individuate dalla Conferenza locale a cui partecipano organi ministeriali e delle diverse amministrazioni. I Centri realizzano, con l’aiuto di mediatori esperti, percorsi in cui autore del reato e vittima tentano di pervenire a un esito conciliativo.

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“In occasione del tavolo di lavoro, si è fatto il punto sullo stato di attuazione della riforma sul territorio, che ancora non ha visto un’attivazione concreta delle procedure da parte della Conferenza locale, né tanto meno lo stanziamento di risorse dedicate”, sottolinea l’assessore Pino. “E’ fondamentale, infatti, garantire un percorso di formazione e di riconoscimento economico per i mediatori penali che saranno coinvolti. Il Comune di Catanzaro, per quanto di sua competenza, vuole avviare un percorso per mettere in rete tutti i soggetti preposti a sostegno della giustizia riparativa. Un processo per costruire le basi di un nuovo modo di intendere la rieducazione in grado di portare benefici importanti per tutta la comunità”.

 

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