Il consigliere regionale Ionà: “Sulla sanità Bruno fa populismo, la Calabria non torna indietro”

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  06 gennaio 2026 15:27

«Le dichiarazioni del consigliere Enzo Bruno sulla sanità calabrese sono l’ennesima dimostrazione di populismo sanitario e miopia politica. Un attacco strumentale, privo di proposte concrete, che serve solo a mascherare l’irrilevanza di una formazione politica il cui leader, Pasquale Tridico, ha preferito la poltrona di Bruxelles piuttosto che restare nel Consiglio regionale a difendere i calabresi».

Così il consigliere regionale Emanuele Ionà replica alle affermazioni del capogruppo della lista Tridico Presidente.

«Bruno parla di liste d’attesa e Pronto Soccorso in sofferenza come se fossero problemi nati oggi – prosegue Ionà – dimenticando che la sanità calabrese è stata ridotta in macerie da decenni di malagestione, proprio da quel sistema politico-amministrativo che la sua area ha alimentato o non ha mai avuto il coraggio di scardinare. Oggi, invece, il presidente Roberto Occhiuto sta lavorando per ricostruire la sanità partendo da una situazione drammatica».

«I fatti – sottolinea Ionà – smentiscono la propaganda. L’obiettivo è chiaro: azzerare le liste d’attesa entro la fine del prossimo anno, attraverso un’Unità centrale di gestione dedicata e uno stanziamento di circa 180 milioni di euro per l’acquisto di prestazioni sanitarie da strutture private accreditate. A questo si aggiunge l’integrazione tra pubblico e privato all’interno di un Centro Unico di Prenotazione regionale, per garantire equità, trasparenza e tempi certi ai cittadini».

Sul ruolo di Azienda Zero, Ionà è netto: «Definire “monarchica” la centralizzazione delle committenze e dei concorsi è un insulto alla logica amministrativa. Azienda Zero nasce per togliere potere discrezionale alle singole Asp, spesso diventate centri di spesa fuori controllo, e per uniformare servizi e procedure. Altro che caos: sta sbloccando concorsi fermi da anni e portando medici e risorse dove prima c’era solo il vuoto».

«Bruno – conclude il consigliere regionale – invoca proposte operative ma non ne avanza nemmeno una, limitandosi all’insulto personale e al complottismo politico. Anche i dati Agenas, che lui cita solo in parte, certificano miglioramenti puntuali e una riduzione delle inefficienze gestionali. Quella di Bruno non è critica politica, ma il livore di chi vede smantellato un vecchio sistema basato su frammentazione e inefficienza. Se ne faccia una ragione: la Calabria non torna indietro».


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