Il fascino arbëresh di Vena di Maida girovagando tra le viuzze

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images Il fascino arbëresh di Vena di Maida girovagando tra le viuzze


  16 maggio 2026 12:38

di GIANPIERO TAVERNITI


Il viaggio continua e apre un focus attento, appassionato e capillare sulla cultura arbëresh, radicata nel catanzarese e non solo. A pochi chilometri dal capoluogo di regione e a circa venti dalla zona commerciale di Lamezia, nel cuore dell'istmo di Calabria, sorge la comunità di Vena di Maida (Vina). Una tiepida giornata primaverile ha regalato la cornice ideale a questo itinerario vissuto tra i cittadini "venoti".

Un percorso tra arte e radici
Girovagando tra le viuzze, colpisce il "Sentiero delle Porte", un percorso artistico costituito da una sequenza di porte in legno dipinte con rappresentazioni iconiche della cultura arbëresh che, storicamente, ha "baciato" Vena. Questi piccoli dipinti ci immergono nelle radici linguistiche e culturali della frazione che, come attestano i documenti, in passato fu comune indipendente.

Nel centro del paese domina la Chiesa Arcipretale di S. Andrea Apostolo, conservata in modo eccellente e impreziosita da statue e altari marmorei di pregio. Poco fuori dal centro abitato, il Santuario della Madonna della Bellacava ne avvalora ulteriormente la ricchezza religiosa.

Lo "scrigno" della memoria
In questa giornata, non potevamo immaginare di incontrare una vera "macchina del tempo vivente": un anziano professore, custode preparato della storia del suo amato borgo. Con grande generosità, ci ha invitati a visitare uno scrigno di identità culturale: la mostra permanente "Oggetti ed Immagini del Passato", un vero e proprio museo etnografico situato su due livelli di fronte alla chiesa matrice.

Il piano terra: è uno specchio della civiltà contadina. Vi si trovano attrezzi, foto e documenti che testimoniano una realtà passata fatta di strumenti musicali tradizionali e un accurato archivio dei giochi di una volta, quando la felicità si trovava nella semplicità della strada, nonostante le ristrettezze economiche.

Il piano superiore: ospita la riproduzione fedele di una casa d'epoca. Gli spazi ridotti, dove cucina e camera da letto convivevano in un unico ambiente, raccontano di famiglie numerose che vivevano con massimo sacrificio e dignità.

Una sezione curata è dedicata agli antichi mestieri: dal calzolaio al muratore, dal falegname al fabbro (forgiaro), fino al barbiere, al sarto e all'apicoltore. Non mancano gli accessori per gli animali, come i collari per il bestiame o l'immancabile "mbastu" dell'asino, simbolo di una forza trainante agricola oggi sostituita dalla meccanizzazione.

Cultura e identità Arbëresh
Dopo questa immersione nella vita rurale, siamo entrati nel cuore dell'identità arbëresh. Tra documenti e foto, siamo rimasti colpiti dalla poesia in lingua scritta e recitata dal Prof. Giuseppe Giordano, che con la sua traduzione ci ha trasmesso il viscerale attaccamento alla sua "Vina".

Non si può dimenticare un evento centrale per la comunità: "A Pigghiata", una sacra rappresentazione pasquale che richiama visitatori da tutta la regione.

Un appuntamento da non perdere
Soddisfatti della visita e dell'accoglienza, abbiamo ricevuto una splendida notizia: il prossimo 30 maggio 2026, Vena di Maida ospiterà un evento magico. Sarà una manifestazione itinerante che toccherà i paesi dell'Arberia e che, dopo vent'anni, torna a Vena per contagiare tutti con profumi, gusti e musica tradizionale. Un tassello fondamentale per valorizzare quelle minoranze linguistiche che sono il vero valore aggiunto della Calabria.


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