
di DON PIERO SCICCHITANO
PREMESSA
Nel Getsemani, Gesù ha vissuto una grandissima difficoltà vitale, una profonda angoscia, una forte tristezza mortale e sudore di sangue, uno stato emotivo visto da alcuni commentatori come un attacco di panico. Questa reazione di paura evidenzia l'aspetto pienamente umano del Figlio di Dio di fronte alla sofferenza, pur mantenendo la sua ferma volontà di continuare ad obbedire al Padre. È bene sviluppare questo tema.
1. Vivendo nel peccato si arriverà a situazioni difficili da affrontare. Oggi non si ha coscienza delle conseguenze del male, del non fare la volontà di Dio. Se non si gestisce bene la propria vita si andrà incontro ad un superamento di un limite in cui si potrebbe arrivare a perdere il controllo di se stessi.
2. La vita di Gesù nel Getsemani fa capire come superare ogni disagio estremo. Gesù toccando un limite della sua umanità si mette a pregare e sperimenta l'onnipotenza del Padre, che gli dà tutta la grazia del momento.
3. Gesù era santissimo e non ha commesso dei peccati, ma ha subito su di sé la potenza distruttiva del peccato degli altri. Il peccato porta ovunque grandi mali. Gesù arriva a trovarsi davanti una grandissima sofferenza psicologica, umanamente dura: vede in anticipo la sua Passione.
CONCLUSIONI
Il peccato porterà al superamento di situazioni limite umane e quindi ad uscire dalla verità naturale, ad un cadere nella paura più totale di non potercela più fare nella propria vita.
Quante volte
ho sentito la sensazione
di aver paura,
di essere finito
in situazioni insuperabili,
ma ho saputo
pregare
e qualcuno mi ha portato
lentamente lontano
da quell'attacco di panico,
con un grande amore,
carico di compassione.
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