
di DON PIERO SCICCHITANO
In questo ottantunesimo messaggio semplice si desidera trattare il tema delle "catene" che legano l'umanità per ridurla in schiavitù. Ogni persona con un aiuto psicologico, filosofico, teologico, spirituale, può arrivare alla verità di ciò che non la rende libera, ma la persona non può auto-liberarsi da queste catene, perché ci vuole la potenza di grazia di Gesù Cristo, chiave di volta della storia universale.
1. Il peccato originale ha reso la natura umana ferita e l'umanità non ha in sé la forza di guarigione totale. Cristo è venuto nel mondo, Verbo fatto uomo, per riportare nell'umanità la guarigione da ogni ferita di peccato, dal di dentro della natura umana, soffrendo il suo deserto e superandolo sulla croce, morendo e manifestando al mondo la forza della Risurrezione.
2. Si può raggiungere la conoscenza della verità, ma la verità totale è una persona: Gesù Cristo. La verità senza grazia rende coscienti, ma non liberi. Si può vedere la catena, ma non avere il ferro per spezzarla. Dopo il peccato l'io è ripiegato su se stesso. La psicologia può arrivare pure a far capire le cause di queste catene, ma la persona necessita della "Signoria di Dio", e non dovrebbe mai cadere nella "signoria delle cose".
3. Si tende proprio a cadere nella signoria delle cose: successo, consenso, efficienza, consumo. Idoli che promettono libertà, invece generano nel tempo altre schiavitù e finiscono per lasciare l'umanità a servizio delle cose terrene e non al servizio di un Dio-Amore.
Vedere la catena è atto di verità. Lasciarsi sciogliere da Cristo è atto di fede. La teologia ricorda che la verità disvelata non è ancora verità salvifica. Cristo non distrugge queste catene dall'esterno, ma scendendo nella "cantina" della personalità umana, assumendone angosce, paure, voragini di debolezze storiche, per riportare pace e salvezza.
Ho cercato
di risolvere a volte
con la mia volontà,
difficili problemi,
ma non ci sono riuscito.
Solo la grazia
nella preghiera
mi ha dato:
il sentiero sicuro
di salvezza.
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