Il messaggio semplice di Don Piero Scicchitano: "Isacco"

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  21 settembre 2026 09:17

di DON PIERO SCICCHITANO

Isacco è il secondo patriarca. Tra Abramo, che parte, e Giacobbe, che lotta, c'è lui, che resta. Nasce quando tutto sembrava impossibile, figlio di un padre di cento anni e di una madre di novant'anni. Il suo nome significa "riso", perché Sara rise quando Dio promise. Ma la sua vita non sarà una risata. Sarà un silenzio. Se Abramo è l'uomo del cammino, Isacco è l'uomo della permanenza.


1.⁠ ⁠ASPETTO PSICOLOGICO - L'uomo del silenzio
Isacco parla pochissimo nella Bibbia. Da bambino viene legato sul Moria da suo padre Abramo e non si ribella. Da adulto lascia che il servo Eliezer gli scelga la sposa. Da vecchio, cieco, si lascia ingannare dai figli. Psicologicamente è l'uomo che ha imparato a non chiedere più nulla. Ma il suo silenzio non è debolezza, è interiorità. Non grida, scava. Scava pozzi nel deserto (Gen 26). E ogni volta che i pastori glieli contendono, non litiga, ne scava un altro. È l'uomo che vince senza alzare la voce.


2.⁠ ⁠ASPETTO MORALE - L'uomo dell'accettazione
Isacco non sceglie mai in modo eclatante. Accetta Rebecca come sposa, accetta la rivalità tra i suoi figli Esaù e Giacobbe. Moralmente sembra passivo, invece è mite. La sua scelta morale è non restituire il male. Non si vendica dei Filistei che gli chiudono i pozzi. Se ne va e ne apre altri. Ci insegna che esiste una santità che non è fatta di grandi decisioni, ma di non rispondere all'odio con l'odio, alla provocazione con la provocazione. La sua forza è la mitezza.


3.⁠ ⁠ASPETTO RELIGIOSO - L'uomo del pozzo
Dio ad Abramo promette una terra, a Isacco promette di mantenere quella promessa: "Io sarò con te e ti benedirò" (Gen 26,3). Isacco è l'unico patriarca che non lascia mai la terra di Canaan. Non scende in Egitto. Resta. E proprio restando trova Dio. Dio lo incontra non sul monte come Abramo o Mosè, ma al pozzo. Al pozzo di Beer-Lahai-Roi, al pozzo del giuramento di Bersabea. Isacco ci insegna che Dio non si trova solo nei momenti straordinari, ma nell'acqua quotidiana che disseta, nel lavoro umile di ogni giorno, nella fedeltà che resta quando tutto ti dice di andare via.

Alla fine Isacco muore vecchio, come suo padre, sazio di giorni. Non ha conquistato nulla, non ha lottato come suo figlio Giacobbe, non ha guidato un popolo come Mosè. Ha solo scavato pozzi e ha amato una sola donna, Rebecca, per tutta la vita. Eppure è vero. Perché ci dice che la vita non è fatta solo per chi parte e conquista, ma anche per chi resta e custodisce. Senza Isacco, non c'è ponte tra Abramo e Giacobbe. Senza chi custodisce, chi parte si perde.

E ho scavato tanto,
nei momenti di deserto 
della mia vita.
Cercavo acqua,
cercavo pace.
E alla fine ho capito:
non era il pozzo 
che cercavo,
eri Tu.
Sei sempre stato Tu
la mia acqua,
mio Dio!