
di DON PIERO SCICCHITANO
PREMESSA
La grammatica dei gesti piccoli ha verbi semplici e tempi presenti. Non chiede grandi azioni eclatanti, da palcoscenico, ma fedeltà nelle cose di ogni giorno: il caffè offerto, la porta tenuta aperta, il nome ricordato, il "come stai" detto con sincerità. Dio non domanda di cambiare il mondo in un giorno, ma chiede di coniugare bene il presente perché è lì che si vede il cuore.
1. La Sacra Scrittura è una costante esortazione alla fedeltà:"Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti" (Lc 16,10). Da questa frase parte tutto: se si è giusti nelle piccole cose, le grandi verranno nel tempo con spontaneità e naturalezza, con la semplice obbedienza a Dio. Non serve alzare la voce, basta abbassare il tono dell’egoismo.
2. Non serve fare di più, serve fare meglio in quello che si vive. Alla fine della giornata non ci si aspetta quanti progetti si sono conclusi, ma quante volte si è scelto di restare umani. Gesù ha passato la vita nelle cose semplici: un pane spezzato, una parola detta a tempo, un ascolto vero. È lì che si è vista la sua umanità!
3. Il presente è il tempo della grazia. Spesso si rimanda: un gesto di bontà, una preghiera del cuore. Ma Dio è nel presente e il presente è l’unico tempo che si ha a disposizione per amare. I santi hanno raggiunto il Paradiso ripetendo ogni giorno gesti piccoli, con fedeltà grande. La pazienza nel traffico, il sorriso a chi non lo restituisce, il perdono dato senza rancore, la preghiera breve, ma vera.
CONCLUSIONI
Dio costruisce con ogni persona il domani. Perché la santità non è un salto, è un passo. E poi un altro ... . È necessaria la grazia di essere fedeli nel poco, di fare meglio con le proprie mani, senza sprecare il presente. Nella storia di ogni giorno si vede il vero cuore. Ed è lì che si lascia vedere il Dio Amore.
Ho pensato
anche io
a fare cose grandi.
Ma Dio
sta nei piccoli gesti
di ogni giorno:
nel sorriso,
nel saluto,
nell'abbraccio,
nella parola dolce.
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