Il messaggio semplice di don Piero Scicchitano: "Mosé"

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  05 ottobre 2026 07:19

di DON PIERO SCICCHITANO

Mosè è il ponte tra la famiglia e il popolo. Dopo Giuseppe, Israele è diventato schiavo in Egitto. Nasce un bambino che doveva morire, salvato dalle acque. Il suo nome significa proprio "salvato dalle acque". Tra Giuseppe, che perdona, e Giosuè, che conquista, c'è lui, che libera. Se Abramo è l'uomo della partenza, Giuseppe del perdono, Mosè è l'uomo della liberazione.
1. ASPETTO PSICOLOGICO - L'uomo che fugge
Mosè è un uomo diviso. È ebreo di sangue, egiziano di educazione. Vive a palazzo, ma il suo cuore è con gli schiavi. Un giorno uccide un egiziano per difendere un fratello e poi scappa nel deserto. È l'uomo che fugge due volte: fugge dall'Egitto e fugge da se stesso. Passa 40 anni a pascolare pecore, lui che era principe. Si sente fallito. Quando Dio lo chiama dal rovo, dice: "Chi sono io?". È l'uomo insicuro che Dio sceglie proprio per questo.
2. ASPETTO MORALE - L'uomo che non molla
Mosè torna in Egitto. Va dal Faraone, il più potente del mondo, e gli dice: "Lascia andare il mio popolo". Viene preso per pazzo. Il Faraone dice di no dieci volte. Il popolo stesso mormora contro di lui. Moralmente Mosè ci insegna la perseveranza. Non è un supereroe, si stanca, si arrabbia, a volte sbaglia. Ma non molla. Rimane in mezzo, tra Dio che vuole liberare e un popolo che ha paura di essere libero.
3. ASPETTO RELIGIOSO - L'uomo che parla con Dio
Di Mosè la Bibbia dice una cosa unica: "Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con il suo amico" (Es 33,11). Mosè è l'uomo dell'incontro. Scopre il nome di Dio: "Io sono colui che sono". Ci insegna che Dio non è un'idea, è una presenza che cammina con noi. È l'unico uomo della Bibbia che muore vedendo la Terra Promessa senza entrarci. Ci insegna che a volte la nostra missione è far arrivare gli altri, anche se noi non ci entriamo.
CONCLUSIONI
Alla fine Mosè muore sul monte Nebo, a centoventi anni. Non entra nella terra che ha sognato per una vita. Non ha perdonato come Giuseppe, non ha conquistato come Giosuè. Ha liberato. E liberando ha fatto di un gruppo di schiavi un popolo libero. Senza Mosè non c'è Esodo. Senza chi libera, la storia rimane schiava.

Non ti ho cercato,
eri Tu che mi chiamavi.
E ho capito:
non ero io
che dovevo parlarti,
eri Tu
che volevi parlarmi
da amico.
Eri Tu,
la mia libertà,
mio Dio!

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