
"Buongiorno! Grazie per svegliarmi". Così Papa Leone XIV a inizio udienza con le comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria. Il Pontefice ha risposto così, con una battuta, all'enorme accoglienza ricevuta, ai calorosi applausi appena entrato nella sala. La formazione teologica "non è un destino per pochi specialisti, ma una chiamata rivolta a tutti, perché ciascuno possa approfondire il mistero della fede e ricevere gli strumenti utili a portare avanti con
passione il 'perseverante impegno di mediazione culturale e sociale del Vangelo'" ha aggiunto Papa Leone XIV ricevendo in udienza le comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria.
"La formazione teologica contribuisce a generare un pensiero critico e profetico, rappresentando un investimento culturale per il futuro in grado di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza" ha aggiunto Così Papa Leone XIV . Citando il suo predecessore Francesco ("Restate in mare aperto. Il cattolico non deve aver paura del mare aperto, non deve cercare il riparo di porti sicuri"), il Pontefice ha rimarcato come ci sia bisogno "di questo atteggiamento, specialmente nei contesti in cui oggi la fede dev’essere annunciata e inculturata". "Non si tratta di acquisire nozioni per adempiere obblighi accademici, ma di avviare una navigazione coraggiosa, una traversata in alto mare", ha sottolineato. Il suo invito è stato quindi di "fare teologia insieme!". "Una formazione che serve all’annuncio del Vangelo è possibile solo insieme, navigando 'in mare aperto' ma non come navigatori solitari", ha osservato. E farlo, "lasciando il proprio porto sicuro, andando oltre i propri confini territoriali ed ecclesiali, nell’incontro e nel confronto, nell’ascolto reciproco e nel dialogo in quella comunione tra le Chiese che mette in connessione le risorse, le competenze e i carismi".
"Facendo teologia insieme, gli orizzonti intellettuali, spirituali e pastorali si allargano e si mescolano, generando prospettive comuni e un impegno ecclesiale più incarnato nel territorio, offrendovi la possibilità di rinnovare gli stili e i linguaggi della fede nel contesto reale in cui vi trovate. Facendo teologia insieme, scoprirete di essere un laboratorio che prepara i futuri presbiteri e operatori pastorali a vivere relazioni ecclesiali nello stile sinodale, in cui i diversi soggetti, ministeri e carismi ecclesiali si completano a vicenda superando ogni chiusura. Facendo teologia insieme, infine, sarete più capaci di accogliere le domande e le sfide del contesto sociale e culturale", ha proseguito Leone. "Infatti, la ricchezza della storia da cui provenite e la diffusa religiosità del vostro popolo non cancellano le numerose problematiche sociali, la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione e tutte quelle forme di oppressione, di schiavitù e di ingiustizia che invocano una coscienza nuova e un impegno audace da parte di tutti".
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