Il report di OPAT sulla stagione venatoria calabrese: "E' ora di prendere in mano le sorti della nostra terra"
04 febbraio 2026 09:39La
stagione venatoria calabrese si chiude con
3 cacciatori feriti (in ambito venatorio) e
un ferito di giovane età,
non cacciatore che è stato travolto dai pallini di piombo perché camminava in un bosco a Torre di Ruggiero… (
https://www.vittimedellacaccia.org/avc-dossier-2025-2026-vittime-umane/) A livello nazionale si parla invece, di
11 morti e 31 feriti in ambito venatorio, a cui si aggiungono anche persone (come il malcapitato di Torre di Ruggiero) che non avevano nulla a che vedere con il mondo venatorio e che sono state colpite
accidentalmente (
un morto e nove feriti in totale).
Questi gli episodi segnalati e raccolti dal preziosissimo osservatorio di cui sopra, ma chissà quanti altri episodi mancanti, che hanno avuto come protagonisti i tanti bracconieri e che sono stati coperti per paura di ripercussioni ed omertà…E in questi report, parliamo, ahinoi, solo di vittime “umane”… per quanto riguarda il reale e riscontrabile numero delle vittime animali, ad oggi, non ci è dato avere delle stime. Per quanto la giunta regionale calabrese, si sia inerpicata a voler aggiornare un piano faunistico (non aggiornato da 20 anni!) e abbia condiviso risorse ufficiali e consultabili, che inneggiano alla volontà di rinnovamento/aggiornamento delle prospettive faunistiche calabresi passate, in concreto, non esistono dati sui quali poter realmente operare delle stime. Mancano dei pezzi, tantissimi. Mancano i report dei famosi selecontrollori, mancano i report dei comuni e delle realtà che attraverso i giornali invocano l’aiuto delle autorità contro i temibili cinghiali (…) e mancano anche i rapporti degli enti veterinari preposti, i quali attraverso i C.R.A.S e le strutture faunistiche dovrebbero stilare ogni anno, un rapporto sull’incidenza della caccia/pesca, sullepatologie riscontrate negli animali, sulle eventuali mutazioni e sugli effetti che l’impatto antropico e gli sconvolgimenti climatici operano. Tutto ciò sarebbe normalmente richiesto dalle normative europee, grazie alle quali la Calabria si è impegnata a ricevere anche finanziamenti…ma nei fatti nulla è stato neanche lontanamente ricevuto, prodotto e/o progettato.
L’unica cosa che sembra importare è mantenere i privilegi della lobby dei cacciatori calabresi, il cui effettivo e reale numero non ci è neanche dato sapere. Persino nei registri ufficiali dei siti di
Federcaccia, risultano esserci in Calabria
30.971 cacciatori registrati (per un rapporto di 2, 05 cacciatori per km quadrato…) peccato che tali dati siano aggiornati dall’
ISTAT al 2002! Come mai si tende a oscurare il numero reale dei cacciatori calabresi? Come può una lobby del genere, che sospettiamo non sia più così ricca di aderenti e quindi politicamente influente, indirizzare le scelte politiche e quindi ambientali di una regione come la nostra, la cui biodiversità dovrebbe essere tutelata senza alcuna esitazione? E sarebbe anche il caso di smetterla di rivolgerci ai cacciatori/selecontrollori come fossero degli esperti faunistici o dei protettori armati di chissà quale coscienza etica e cultura flori faunistica.
Prendere un patentino di caccia non costa molto e viene rilasciato senza alcun problema dopo alcuni banali passaggi burocratici…La caccia risulta essere assolutamente nociva per tutta la collettività, sia perché le specie per le quali teoricamente si invoca la presenza e l’intervento (
i cinghiali-nutrie-corvidi e volpi) non sono minimamente diminuite, anzi, sia perché l’impatto ecologico sulle zone umide e su tutta la salubrità del sistema flori faunistico è minacciata da anni e anni di rilascio incontrollato dei
PALLINI DI PIOMBO presenti nelle munizioni. Piombo che inquina moltissimo e per lungo tempo. E non lo diciamo noi, ma la stessa
ISPRA, in un celebre rapporto :
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/ISPRA158web.pdf,
che purtroppo, risale al 2012…Da allora non sono stati aggiornati studi, soprattutto in Calabria…Nessuna analisi sugli effetti mutageni del
PIOMBO, sulle intossicazioni che durano nel tempo, soprattutto nelle zone a vegetazione umida, negli stessi animali e quindi in tutti noi…perché di questi ecosistemi facciamo parte tutti. Per quale motivo la collettività deve subire dei danni biologici, duraturi, che causano mutazioni e intossicazioni gravi, a causa di una sparuta elite di cacciatori, il cui impatto e presenza sembra non poter essere registrato in nessun modo? È ora di prendere in mano il destino e le sorti della nostra splendida terra, triste ostaggio di una classe politica disattenta e impreparata a valorizzare le immense risorse del patrimonio presenti nel nostro ecosistema unico al mondo.
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