
Mancano meno di ventiquattr’ore. Domani, martedì 31 marzo 2026 alle ore 18:00, l’Auditorium del Complesso “Sant’Agostino” di Paola accoglierà il primo convegno degli Stati Sociali della Provincia di Cosenza 2026, promosso dalla Rete dei Beni Comuni ODV-ETS: un’occasione pubblica, aperta e gratuita per ragionare su uno dei fenomeni che più profondamente sta ridisegnando il modo in cui lavoriamo,
decidiamo, apprendiamo e governiamo la cosa comune.
L’intelligenza artificiale non è un tema per specialisti. È una forza già attiva nelle vite di chiunque: dentro i software che gestiscono un magazzino o ottimizzano i prezzi di un negozio, nei sistemi che assegnano un mutuo o rigettano una domanda di sussidio, negli algoritmi che stabiliscono quali contenuti informativi raggiungono le persone e quali no, nelle piattaforme che i nostri studenti usano ogni giorno per scrivere,
tradurre, sintetizzare. Non è una questione di futuro remoto: è il presente, ed è già irreversibile. La domanda che vale la pena porsi — e che gli Stati Sociali si propongono di porre con rigore — non è se adottare o meno l’AI, ma come farlo senza perdere di vista i valori fondamentali di equità, trasparenza e responsabilità.
Il convegno di domani non si fermerà al piano delle idee generali. Grazie al contributo delle aziende coinvolte e alla concretezza che i relatori sapranno portare al tavolo, verranno presentate iniziative già operative o in fase di sviluppo che mostrano cosa significhi, in pratica, applicare l’intelligenza artificiale al territorio. Tra queste, spiccano due ambiti di particolare rilevanza per la qualità della vita dei cittadini e per il futuro
economico della città. Il primo riguarda il turismo: strumenti di analisi predittiva dei flussi, personalizzazione dell’offerta culturale e ricettiva, piattaforme intelligenti capaci di valorizzare le risorse locali intercettando una domanda sempre più orientata all’esperienza autentica. Il secondo riguarda la digitalizzazione della rete idrica: soluzioni tecnologiche capaci di efficientare la gestione del servizio, migliorarne la qualità e, di
conseguenza, abbassare le tariffe a carico delle famiglie e delle imprese. Non si tratterà di presentazioni astratte, ma di progetti che parlano direttamente alle esigenze di questa comunità.
Questo è il punto che rende l’appuntamento di domani qualcosa di più di un convegno. Partecipare significa contribuire a costruire la consapevolezza collettiva senza la quale nessuna riforma regge. Le innovazioni tecnologiche che verranno illustrate domani sera non sono iniziative calate dall’alto: per tradursi in cambiamento reale a livello comunale — nelle scelte di bilancio, nei piani di investimento, negli atti di
indirizzo politico — hanno bisogno di una comunità informata, capace di riconoscerne il valore e di chiederne l’attuazione. La presenza dei cittadini, degli operatori economici, degli insegnanti e di chi amministra la cosa pubblica è essa stessa uno strumento politico: è la pressione civica che accelera le riforme, che trasforma un’idea buona in una decisione concreta.
L’ingresso è libero, senza prenotazione. Chiunque abbia a cuore il futuro del proprio lavoro, della propria scuola, della propria comunità ha una ragione concreta per essere lì domani sera.
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