
"La Regione Calabria è tra le peggiori istituzioni nel panorama europeo in termini di messa a terra di qualsiasi fondo esistente. Il PNRR? Un disastro epocale. Fondi di Coesione? Molta carta, poca spesa. Fondi regionali? Troppo impegnati a pagare sottosegretari, poltrone varie, consulenti, addetti alla comunicazione, droni inutili e così via.
Per questa ragione leggere dei comunicati in cui esponenti di questa famigerata Giunta regionale commissarierebberogli Ambiti Territoriali Sociali, cioè i Comuni, se non fosse drammatico farebbe davvero ridere.
Piccolo ripasso di storia: agli ATS, cioè ai Comuni, vengono effettivamente attribuiti i fondi del welfare durante la prima Giunta Occhiuto, cioè dall'assessore Gallo, che attua con qualche decennio di ritardo la Legge 23. Generosità? No, calcolo.
La Regione Calabria, infatti, nel 2022 è la peggiore d'Italia per spesa sociale: effettua una spesa pro capite che ammonta ad un quarto della media italiana ed ha, al contrario, un fabbisogno molto superiore generato dalla fragilità sociale. Insomma, all'epoca, potendo scegliere, era molto meglio gestire i fondi per l'agricoltura.
A quel punto senza alcun percorso di preparazione reale e senza far transitare adeguate risorse tecnico-amministrative negli ambiti, la Regione trasferisce quegli insufficienti fondi agli ambiti territoriali, scaricandosi da ogni responsabilità: un modello poi effettivamente replicato in molti campi, dai Tirocinanti in deroga ai vincoli idrogeologici.
Ma i Comuni calabresi, cioè quegli enti per metà in dissesto e tutti profondamente sotto organico, non si tirano mai indietro: stanno affrontando quella sfida enorme praticamente con le stesse strutture amministrative e professionali sottodimensionate di prima, gestendo una massa di fondi che continuano ad essere, per distacco, i più bassi d'Italia per abitante. Non solo: gli ATS fanno i conti anche con un riparto dei fondi ridicolo, che si basa, in parte sulla demografia ed in parte sulle strutture esistenti, ma non sull'indicatore principale, ovvero i bisogni della comunità.
In questo panorama devastante la Giunta regionale dovrebbe lavorare, preferibilmente in silenzio, almeno per raddoppiare le attuali risorse regionali, trasferire competenze amministrative e trattare con il Governo (amico) per commisurare i trasferimenti statali alla fragilità sociale: basti pensare che in Calabria il rischio di povertà ed esclusione sociale è del 49% mentre in Italia è del 23%. Ed invece quale è il pensiero del centrodestra? Commissariare gli ambiti a cui hanno mollato la patata bollente solo tre anni fa.
Il punto vero, ovviamente, non è la capacità degli ATS di gestire le risorse: tutto sommato, viste le carenze strutturali, al loro secondo anno di attività vera, gli Ambiti stanno dando risposte difficili ma incoraggianti. L'obiettivo, invece, visto il diverso assetto degli assessorati, è solo quello di provare a gestire direttamente anche quei fondi per prepararsi alle prossime scadenze elettorali, seguendo il modello già collaudato dell'assessorato all'agricoltura.
Se davvero a questi soggetti importasse della fragilità delle nostre comunità, piuttosto di trovare fondi per sottosegretari ed altre totali inutilità funzionali solo al proprio potere, aumenterebbero le risorse economiche ed amministrative da trasferire agli ambiti sociali e si preoccuperebbero della propria totale incapacità di messa a terra dei settori nei quali sono già attuatori, con punte imbarazzanti del 96% di progetti non conclusi. L'unico commissariamento che gioverebbe ai calabresi sarebbe quello dell'attuale Giunta regionale.
Lo scrive in una nota il Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797