
Un respiro è un gesto invisibile, un soffio a cui quasi mai prestiamo attenzione, finché non diventa una conquista quotidiana. Ed è proprio per celebrare il valore di ogni singolo respiro che ieri, 9 luglio 2026, si è svolta la sesta edizione della "125 Miglia per un Respiro", la suggestiva traversata amatoriale dello Stretto di Messina. Tra i trenta partecipanti che hanno condiviso questa esperienza, a tracciare una rotta speciale è stato l'atleta marchigiano Alessandro Gattafoni: testimonial della Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) e unico paziente affetto da questa patologia in gara.
Con grazia e determinazione, Alessandro ha completato un'autentica doppia impresa: partito alle 8 dalla costa calabrese (da Capo Peloro - Torre Faro) a bordo del suo kayak, ha raggiunto la Sicilia per poi immergersi subito in acqua e affrontare il ritorno a nuoto, approdando nuovamente in Calabria, a Cannitello, alle 11. Tre ore intense, vissute bracciata dopo bracciata, per chi convive con una malattia che tocca i polmoni ma non ferma i sogni.
Ad accoglierlo al suo arrivo sulla spiaggia c'erano il Presidente Nazionale della LIFC, Antonio Guarini, insieme ai rappresentanti delle associazioni regionali Michele Rotella (Lifc Calabria), Giuseppe Davì (Lifc Sicilia), Rosalba Ficarra (Lifc Sicilia comitato territoriale di Catania) e ai tantissimi volontari che con il loro affetto sostengono il territorio.
Il Presidente Nazionale Antonio Guarini ha voluto sottolineare il senso profondo di questa giornata: "Per le persone con fibrosi cistica anche un gesto semplice come respirare può rappresentare una sfida quotidiana. Con questa impresa – ha ricordato Guarini – vogliamo ricordare il valore di ogni respiro e l'importanza dell'attività fisica come parte integrante della cura. Siamo vicini alle oltre 6.000 persone che in Italia convivono con questa patologia."
Il viaggio della "125 Miglia per un Respiro" adesso guarda oltre i confini nazionali: dal 9 all'11 ottobre 2026, Alessandro porterà questa stessa luce al Campionato del Mondo ICF di Canoe Ocean Racing a La Vila Joiosa, in Spagna.
Per l'atleta marchigiano, questa traversata ha avuto un significato intimo e diverso da tutte le altre sfide passate:
"Ho iniziato a nuotare da poco e attraversare lo Stretto a nuoto, dopo il kayak, è stata un’impresa autentica. Questa volta - ha spiegato Alessandro- il significato non sta nella distanza, ma nel coraggio di confrontarmi con una mia paura e con un limite personale. È una sfida che mi mette alla prova come atleta, ma soprattutto come persona. A chi vive con la fibrosi cistica, e più in generale a chi sta affrontando un momento difficile, vorrei dire di non confrontarsi continuamente con le imprese degli altri, ma di trovare la propria sfida, il proprio obiettivo, il proprio percorso. Non sono i record a dare valore a un’impresa, ma la determinazione di affrontare ciò che sembra impossibile per arrivare dall’altra parte."
L'impresa di Alessandro ci ricorda che le nostre fragilità e gli ostacoli che incontriamo non sono recinti che definiscono ciò che siamo, ma sproni che determinano come decidiamo di lottare. Lo sport, in questo contesto, smette di essere una mera ricerca della performance per diventare una terapia dell'anima. Ci insegna che si deve sempre credere nella capacità di superare se stessi.
Perché è solo sfidando le correnti della nostra mente che scopriamo quanto sia profondo, e straordinariamente potente, il valore di un singolo respiro: d'altronde, proprio come ha ricordato Alessandro, ognuno di noi ha il proprio "Stretto" da attraversare.
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