"In nome della legalità": fa tappa a Catanzaro il confronto tra istituzioni sul gioco pubblico

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  03 febbraio 2026 14:44

di GAETANO MARCO GIAIMO

Una giornata volta a ribadire come legalità, regole e controlli siano presidi di tutela dei cittadini e del territorio nel sistema del gioco pubblico. È stato questo “In nome della Legalità – Senza regole non c’è gioco sicuro”, l'incontro che questa mattina ha animato la Sala Concerti di Palazzo De Nobili a Catanzaro. L'iniziativa promossa da Codere Italia, concessionario del gioco pubblico legale, è stata patrocinata dalla Città di Catanzaro e rientra in un percorso di confronto istituzionale avviato a livello nazionale per favorire momenti di dialogo tra amministrazioni, enti di controllo, forze dell’ordine e operatori autorizzati sul settore. La kermesse, che gira l'Italia da 13 anni per diffondere consapevolezza sul gioco legale, è giunta in città per la prima volta, con grande soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

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A moderare la discussione di oggi è stato il giornalista Filippo Coppoletta, che ha introdotto sapientemente gli interventi con domande stimolanti. Dopo un saluto iniziale da parte del Sindaco del capoluogo, Nicola Fiorita, la parola è passata al senatore Fausto Orsomarso e al deputato Andrea Gentile, entrambi in collegamento da Roma. Orsomarso ha ricordato come l'industria del gioco legale valga "150 miliardi di euro, fornendo un contributo all'erario di 14 miliardi. Il gioco illegale frutta 18 miliardi e porta a un coinvolgimento maggiore dei soggetti fragili: serve sempre di più costruire l'educazione al gioco legale e sano, che sia un passatempo e non una patologia". Gentile si è soffermato sulla necessità di "non demonizzare o negare il fenomeno, perché tutto ciò favorisce la criminalità. Serve riequilibrare il gioco legale con regole certe, contrastare il gioco illegale e tutelare i soggetti fragili. In Calabria si sta facendo molto bene da questo punto di vista e anche il Governo vuole impegnarsi: la ricetta da seguire è coniugare la responsabilità sociale, la sicurezza e la sostenibilità economica perché la legalità non è uno slogan ma un lavoro quotidiano".

Il direttore regionale dell'Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, Antonio Di Noto, ha voluto soffermarsi su alcuni aspetti tecnici riguardanti il funzionamento delle macchine, ribadendo che "il sistema di controllo dell’Agenzia si basa su investimenti tecnologici e sul lavoro quotidiano svolto in sinergia con le Forze di Polizia, dall’oscuramento dei siti illegali al contrasto al gioco minorile, fino al controllo tecnico sugli apparecchi, spesso oggetto di alterazioni da parte della criminalità organizzata". Altro intervento di rilievo in materia legislativa è stato quello del Vicepresidente della Giunta Regionale, Filippo Mancuso: "Tutelare le persone significa garantire loro l'esercizio della libertà e della democrazia. La Regione ha dato una risposta normativa forte in materia con una legge che io ho relazionato in prima persona e sulla quale mi sono confrontato con sindacati, servizi sociali e rappresentanze della Chiesa. In Italia il gioco coinvolge 5.000 addetti e ci sono orari precisi nei quali non si può giocare per evitare la concomitanza con ingressi e uscite dalle scuole".

A rappresentare gli organi di vigilanza erano presenti il viceprefetto vicario Vito Turco e il Maggiore Cosimo Nacci del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza. Turco ha voluto ribadire la necessità di una normativa in continua evoluzione e di una maggiore attenzione allo sviluppo di patologie, implementando "attività di controllo per arginare l'uso distorto di una realtà sociale che va comunque gestita e di una forte attività preventiva e formativa a partire dalle scuole per indirizzare a un utilizzo consapevole". Il Maggiore Nacci ha spiegato operativamente come funzionano gli interventi antiriciclaggio partendo dalle segnalazioni e quali sono alcuni schemi per riconoscere chi sta provando a reinserire proventi derivanti da attività illecite nel circuito legale, ribadendo che "l’obiettivo è proteggere i giocatori, le fasce più deboli e l’erario, garantendo che il comparto legale resti distinto e riconoscibile rispetto a ogni circuito irregolare”.

Marco Zega, direttore Affari Istituzionali e Sviluppo Business di Codere Italia, ha voluto tirare le somme dell'incontro, fornendo anche la prospettiva del concessionario: "La tappa calabrese di In nome della Legalità rappresenta un momento importante di confronto anche per il territorio. Dopo l’avvio del riordino del gioco online, resta da affrontare il tema del gioco fisico, presente nelle città, che garantisce occupazione e rappresenta un presidio diffuso di legalità. È necessario lavorare insieme alle istituzioni locali, alle Asl e agli operatori per costruire un equilibrio tra tutela sociale, legalità e sviluppo economico. La presenza degli operatori del gioco legale sul territorio può essere un alleato concreto nella prevenzione del gioco patologico e nel contrasto all’illegalità". Dopo aver lasciato spazio agli interventi da parte del pubblico, la mattinata si è conclusa ricordando come le regole sono un presidio di tutela: "Quando funzionano, il sistema è visibile, le attività sono tracciabili, i controlli sono possibili e le persone sono più protette", ha chiuso Coppoletta, "è questo il senso dell'incontro di oggi. La legalità è un lavoro condiviso e continuo".


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