
di CARLO MIGNOLLI
L’intelligenza artificiale come strumento per accompagnare lo sviluppo economico, sostenere il lavoro e creare nuove opportunità per i territori. È stato questo il filo conduttore del convegno “Intelligenza Artificiale - La sfida sostenibile per lo sviluppo economico e la valorizzazione delle aree interne”, ospitato questa mattina alla Cittadella regionale della Calabria, a Catanzaro.
Al centro dell’iniziativa anche la firma di un accordo tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Università della Calabria, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione sui temi dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale. Un’intesa che punta a mettere in relazione istituzioni, università, ricerca e imprese, guardando in particolare alle possibilità di crescita delle aree interne.
Al confronto hanno partecipato Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative, il senatore Fausto Orsomarso, l’assessore regionale Giovanni Calabrese e Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica.

Il dibattito ha toccato diversi ambiti nei quali le nuove tecnologie possono incidere concretamente sulla vita dei cittadini e sulla capacità dei territori di attrarre investimenti e competenze: dall’innovazione alla valorizzazione del capitale umano, dalle politiche attive del lavoro al turismo, dalla cooperazione internazionale alla legalità, fino alla telemedicina, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni confiscati.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla necessità di costruire un rapporto sempre più stretto tra tecnologia, persone e territori, individuando nell’intelligenza artificiale una possibile leva per accompagnare processi di sviluppo anche nelle zone più lontane dai grandi centri urbani.

Tra gli interventi centrali della giornata quello di Alessio Butti, che ha richiamato innanzitutto la necessità di rafforzare le infrastrutture digitali. In merito al ruolo della Calabria nell’attuazione delle strategie nazionali sull’innovazione, il sottosegretario afferma: “La Calabria è il soggetto migliore per implementare quello che stiamo facendo a livello centrale”.
Butti si sofferma quindi sulla questione della connettività, considerata una condizione essenziale per consentire ai territori di sfruttare pienamente le possibilità offerte dalle nuove tecnologie: “Certamente c’è anche in Regione Calabria un problema di connettività”, dichiara, sottolineando che una rete adeguata è necessaria per sostenere sia lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sia quello del calcolo computazionale.
Il tema, spiega il sottosegretario, riguarda direttamente anche alcuni servizi destinati ad avere un impatto sulla vita quotidiana delle persone: “La connettività serve ovviamente per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e anche del calcolo computazionale. Senza intelligenza artificiale e calcolo computazionale non si possono erogare servizi importanti come la telemedicina, la teleassistenza e una serie di altri importanti servizi che servono allo sviluppo anche della Regione Calabria”.
Da qui la firma del protocollo d’intesa con la Regione Calabria. Butti sottolinea come l’accordo coinvolga la Presidenza del Consiglio, il Dipartimento per la trasformazione e l’innovazione digitale e la Regione, con l’intenzione di avviare un percorso di lavoro condiviso: “Con il presidente Occhiuto abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa che impegna ovviamente la Presidenza del Consiglio, il mio Dipartimento per la Transizione e l’Innovazione Digitale e Regione Calabria su degli obiettivi”, dichiara Butti, spiegando che il passaggio successivo sarà quello di coinvolgere il mondo della ricerca, le università e le imprese. E aggiunge: “Cominceremo a lavorare con il mondo della ricerca, con il mondo dell’università che è fondamentale, con il mondo dell’impresa e naturalmente con una governance che possa racchiudere questi soggetti nel modo migliore e più snello possibile”.
Il sottosegretario inquadra l’iniziativa calabrese all’interno di una strategia nazionale più ampia. L’intelligenza artificiale, osserva Butti, è ormai una delle direttrici centrali dell’azione del Governo e occupa un ruolo crescente nel dibattito istituzionale, anche per le questioni legate alla governance e al fabbisogno energetico: “È evidente che l’intelligenza artificiale è quasi un mantra per questo governo”, afferma Butti, ricordando quindi il percorso normativo avviato dall’Italia. Il sottosegretario sottolinea in particolare l’esistenza di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, presentata come un elemento distintivo nel panorama europeo, e il rapporto tra la disciplina italiana e il quadro delineato dall’AI Act.
Il ragionamento si sposta poi sulle risorse e sulla costruzione di un ecosistema capace di accompagnare la crescita del settore. Butti ricorda che il Governo ha destinato un miliardo di euro alle start-up innovative e ha favorito la sperimentazione dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti, dalla sanità ad altri settori produttivi. L’obiettivo, spiega, è creare un collegamento stabile tra ricerca, università, imprese e amministrazioni: “Abbiamo creato un ecosistema tra la ricerca, il mondo accademico, il mondo dell’impresa e il mondo delle amministrazioni, che è fondamentale”.
Accanto alle opportunità, resta però il tema delle regole e della responsabilità. Butti sottolinea che l’intelligenza artificiale deve essere accompagnata da strumenti di controllo e disciplina, richiamando anche le recenti discussioni sull’utilizzo delle tecnologie da parte delle grandi aziende del settore: “L’intelligenza artificiale è una tecnologia che va ovviamente controllata e disciplinata”, afferma il sottosegretario, secondo il quale le polemiche emerse negli ultimi giorni sugli effetti potenzialmente negativi di applicazioni tecnologiche utilizzate senza adeguati controlli dimostrano la necessità di mantenere alta l’attenzione.

Il senatore Fausto Orsomarso pone invece l’accento sul rapporto tra innovazione e futuro delle aree interne. In merito all’accordo sottoscritto con l’Università della Calabria, spiega che l’intesa apre una serie di prospettive legate alle tecnologie più avanzate: “Con il presidente e anche il rettore Unical Gianluigi Greco c’è stata la firma di un accordo su tutta una serie di sviluppi e materie”, afferma Orsomarso, citando tra gli ambiti di interesse “il quantum computer” e “l’intelligenza artificiale”.
Il senatore lega queste prospettive soprattutto alla necessità di creare nuove condizioni per vivere e lavorare nelle aree interne. Un tema che, nelle sue parole, riguarda direttamente il futuro demografico ed economico di molti territori: “Soprattutto rispetto al tema delle aree interne, l’assessore Giovanni Calabrese e il nostro capogruppo Angelo Brutto stanno lavorando insieme al presidente”, aggiunge Orsomarso.
L’obiettivo, spiega, è guardare alle zone che potranno offrire nuove opportunità per chi decide di vivere e investire in Calabria. “Si dice in generale sorpresa, è un intervento per poter coprire quelle che in prospettiva sono le aree più interessanti, dove abitare, dove fare imprese e dove continuare a restare”, conclude.

Sulla stessa linea si inserisce l’intervento di Angelo Brutto, che richiama il lavoro avviato dalla Regione sul fronte dell’innovazione tecnologica: “Grande il lavoro che sta facendo la Regione Calabria in materia di innovazione tecnologica”, afferma. Per Brutto, l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità che deve però essere accompagnata da principi e responsabilità. “Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ovviamente è una grande opportunità, però deve seguire delle direttrici di etica e di morale”, sottolinea.
Tra i temi affrontati anche quello dei data center e del rapporto tra innovazione digitale ed energia. Brutto ricorda che la Calabria sta lavorando a una normativa specifica: “Noi in Calabria stiamo facendo, prima Regione del Sud, la legge sui data center, perché immaginiamo che l’energia in surplus che produce la Regione Calabria debba essere sfruttata in attività produttive”.
Una prospettiva che, nelle parole del presidente della Terza Commissione, potrebbe contribuire a rafforzare il ruolo della regione nel panorama tecnologico nazionale: “Penso che la Calabria possa diventare l’hub dell’intelligenza artificiale del Mezzogiorno d’Italia”, conclude.

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