Jovanotti all'UMG incanta gli studenti: "Qui per vincere la sfida dei grandi eventi"

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Dall’entusiasmo per la Calabria Music Arena all’incontro con gli studenti: l’artista si mette a nudo tra musica, filosofia e scommesse territoriali.

  18 marzo 2026 16:20

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Jovanotti a Catanzaro è molto più di un ospite di riguardo; è il segnale che il vento, finalmente, sta cambiando direzione. Diciamocelo chiaramente: vedere Lorenzo Cherubini muoversi tra i banchi di un’aula universitaria calabrese, prima di lanciare la carica per il Jova Summer Party del 22 agosto, ha il sapore di uno strappo definitivo con il passato. Il Sud non è più un ripiego per fine tour, ma il cuore di una scommessa logistica e culturale che punta dritto alla Calabria Music Arena.

L'appuntamento, fissato con un tempismo che sa di vigilia elettrica, ha visto Jovanotti raccontarsi per oltre un'ora, reduce dal sopralluogo tecnico sul campo: "Ho appena visitato l'area dove porteremo il nostro palco", ha esordito l'artista entrando in Auditorium con l'energia di chi ha già le mani sui potenziometri, "gli ospiti inizieranno a suonare nel primo pomeriggio e ci divertiremo molto". 

Il punto, però, è un altro. La scelta di Catanzaro non è un caso di generosità, ma una lucida analisi di mercato che Lorenzo affronta senza fronzoli: "C'è qualcuno che fa economia qua?", ha incalzato con un inciso che ha subito creato complicità con la platea. Il calcolo è presto fatto: uno spettacolo di queste dimensioni ha un break-even, un punto di pareggio, di almeno settemila paganti. "Al sud non ci sono palasport con quella capienza" — ha spiegato Jovanotti con la franchezza di chi conosce i limiti strutturali — "d'inverno non riuscivamo ad andare sotto Roma e questa cosa mi dispiaceva". La tappa calabrese nasce così: dalla voglia di colmare un vuoto, cercando luoghi accessibili come l'area di Germaneto.

A dare il via alle danze, tra i sorrisi di chi sa di aver vinto una scommessa, sono stati il Magnifico Rettore Giovanni Cuda e il sindaco Nicola Fiorita. Proprio Cuda ha incassato il colpo mediatico con soddisfazione: "Lorenzo con la sua musica e il suo esempio parla al cuore dei nostri ragazzi" — ha dichiarato il vertice dell'Ateneo — conscio che un incontro del genere vale più di mille brochure d'orientamento. Sulla stessa linea di frequenza si è sintonizzato il primo cittadino, che vede nell'artista il testimonial perfetto per una città universitaria che vuole farsi dinamica: “Jovanotti è capace di parlare alle nuove generazioni con autenticità, unendo musica e attenzione a temi come la sostenibilità".

Gli studenti hanno scavato nel privato del cantante, spingendolo a riflettere su cosa resti davvero quando le luci si spengono. È qui che Jovanotti ha lasciato cadere la maschera della star: il momento più luminoso del suo percorso non è stato un disco d'oro, ma l'arrivo di sua figlia. Un concetto che ha fatto da ponte verso una visione della felicità spogliata di ogni retorica; non una meta da raggiungere una volta per tutte, ma un lampo improvviso, un'intuizione che dura un istante e che lascia dietro di sé una nostalgia quasi immediata, proprio perché irripetibile.

C’è stato spazio anche per smontare qualche santino di troppo. Sulla sua "Penso positivo", Lorenzo è stato tranchant: “È diventato un po' un meme. Io non sono sempre positivo, mi incazzo, mi viene lo sconforto. Non sono un testimonial del pensiero positivo, sono una persona”. Lo stesso vale per il suo rapporto con la Calabria, un territorio che non va idealizzato ma vissuto per quello che è: un paradiso difficile dove le cose "si mettono in fila" se sai guardarle con gli occhi giusti. Una distinzione netta per fuggire quella condizione di "buco nero" che risucchia chi si crogiola nel lamento.

Nel finale Cherubini ha voluto blindare il futuro dei ragazzi con un consiglio che sa di sfida: “Vi consiglio di credere che le vostre scelte possono fare la differenza. È un fatto”. Un invito a fuggire il vizio della lamentela, quello che lui definisce un atteggiamento passivo-aggressivo da evitare come la peste. Proprio mentre calava il sipario sul confronto, l'Auditorium è esploso in un applauso calorosissimo che ha fatto tremare le pareti, trasformandosi istantaneamente in una festa improvvisata. Sulle note ritmate di "Pura Vida", Lorenzo non ha resistito e si è messo a ballare sul palco, trascinando gli studenti che hanno iniziato ad accompagnarlo battendo le mani a tempo. Un momento di pura energia scenica. Vedremo se queste parole e questo ritmo diventeranno il carburante per una nuova generazione di sognatori calabresi. Il Jova Summer Party è vicino, ma la partita vera, quella della crescita del territorio, è appena iniziata.

 


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