
di SETTIMIO PAONE
C'è un patrimonio che non si conserva soltanto negli archivi, nei monumenti o nelle pagine dei libri di storia. Esiste una memoria viva che continua a sopravvivere nelle parole, nelle espressioni e nei suoni di una comunità. È da questa consapevolezza che nasce Koinè. Ricerca etimologica sul dialetto di Gasperina, il saggio firmato da Gregorio Gallello e Mario Voci, un'opera che invita a riscoprire il valore della lingua locale come autentica testimonianza della storia del territorio.
Il volume rappresenta un importante contributo alla conoscenza dell'identità culturale di Gasperina attraverso il suo dialetto, considerato non come una semplice variante dell'italiano, ma come una lingua dotata di una propria autonomia, di una ricchezza espressiva e di una storia che attraversa i secoli.
La ricerca prende in esame oltre 1.100 lemmi, ricostruendone l'origine e le trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Il lessico gasperinese appare così come il risultato di un lungo processo di incontri, contaminazioni e stratificazioni linguistiche che hanno accompagnato le vicende storiche del Mezzogiorno.
Dai Greci ai Romani, dai Bizantini ai Normanni, passando per Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Francesi, ogni popolo ha lasciato un segno nella parlata locale, contribuendo a costruire un patrimonio linguistico di straordinaria complessità. A queste influenze si aggiungono anche vocaboli di origine araba e inglese, questi ultimi introdotti attraverso gli americanismi riportati in paese dagli emigrati rientrati dagli Stati Uniti.
Non è casuale la scelta del titolo Koinè, termine greco che richiama l'idea di una lingua comune nata dall'incontro di culture differenti. È proprio questa sovrapposizione di idiomi a costituire il cuore della ricerca, che mette in relazione i termini del dialetto gasperinese con vocaboli appartenenti a numerose tradizioni linguistiche, offrendo una lettura affascinante dell'evoluzione della lingua.
Per garantire il massimo rigore scientifico, gli autori hanno inoltre adottato l'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA) nella trascrizione della pronuncia dei lemmi analizzati, rendendo il volume uno strumento utile sia agli studiosi sia agli appassionati di linguistica.
Koinè non si propone come un'opera definitiva, ma come un punto di partenza. È un invito a continuare a studiare, documentare e valorizzare un patrimonio che rischia di affievolirsi con il trascorrere del tempo. Perché ogni parola tramandata rappresenta un frammento di memoria collettiva e custodire il dialetto significa preservare l'identità di una comunità, mantenendo vivo il dialogo tra passato, presente e futuro.
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