Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha apprezzato molto la visita, le parole, le gesta di sabato di Papa Leone all’isola di Lampedusa, dove ha denunciato la tragedia epocale del popolo dei migranti e chiamato l’Europa alle sue pesanti responsabilità.
Corbelli coglie questa occasione per rivolgere un appello al Papa perché dopo Lampedusa venga anche a Tarsia, a visitare il costruendo Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria al mondo legata alla tragedia dell’immigrazione, che darà dignità alla morte di tutte quelle povere, sfortunate persone (uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi, mentre fuggendo da guerre, persecuzioni, carestie cercano una vita migliore, solo più dignitosa.
"Papa Leone continuando sulla scia di quanto fatto dal suo grande e indimenticabile predecessore, Francesco, ha fatto ieri , con la sua visita a Lampedusa, una cosa bellissima, di straordinario valore umanitario , mandando un messaggio al mondo intero e richiamando L’Ue a fare di tutto per scongiurare queste tragedie. Durante la visita è andato anche a pregare e deporre una corona di fiori nel piccolo spazio dedicato alla sepoltura di alcuni migranti, tra cui anche bambini senza nome, deceduti nelle drammatiche attraversate del mare di Sicilia.
Partendo proprio da questo momento e questo luogo voglio dire al Pontefice che a Tarsia , dopo una lunga, ininterrotta battaglia, iniziata 13 anni fa, subito dopo la strage proprio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, stiamo lavorando per realizzare e ultimare il Cimitero internazionale dei Migranti che, ricordo, sarà intitolato al bambino siriano Alan Kurdi, morto insieme al fratellino Galip e alla giovane mamma Rehana, agli inizi di settembre del 2015, su una spiaggia della Turchia. L’opera, che rappresenterà una sorte di ponte ideale, di accoglienza e umanità, tra Lampedusa e Tarsia, sorgerà su una vasta area di quasi 30mila mq, una Collina della Pace, immersa tra ulivi secolari(che resteranno intatti), di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, e a un tiro di schioppo dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, luogo di prigionia, durante la seconda guerra mondiale, ma anche di grande umanità e solidarietà, dove nessuno degli oltre 3000 internati subì mai alcuna violenza e proprio per questo da me scelto come luogo ideale e fortemente simbolico, per la realizzazione grande opera monumentale, che cancellerà per sempre la disumanità di quei poveri corpi di migranti che continuano ad essere seppelliti in tanti piccoli cimiteri, quasi tutti siciliani e calabresi, senza un nome, con un semplice numerino che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per i loro familiari dei lontani Paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera.
Ricordo che i lavori del Cimitero internazionale dei Migranti, finanziati dalla Regione Calabria(inizialmente dall’ex Presidente Mario Oliverio e oggi dall’attuale governatore Roberto Occhiuto) e realizzati dal comune di Tarsia del sindaco Roberto Ameruso, erano iniziati, dopo 5 anni di interventi e appelli, pochi giorni prima del Natale 2028 e dopo poco più di un anno si erano fermati per l’arrivo, nel febbraio 2020, della pandemia e per l’esaurimento del primo finanziamento. Dopo altri anni di lotta siamo poi riusciti (grazie ad un nuovo contributo della Regione) a far riprendere i lavori nell’ottobre dello scorso anno”.