
di ENZO COSENTINO
E’ in “ritardo” sulla “ruota” del Comune di Catanzaro il numero “17”. Per i giocatori del Lotto il 17, a leggere la famosa “smorfia” porta sfiga(iella). La mozione di sfiducia al Sindaco Fiorita e alla sua Giunta si è arenata su 15 firme. E non si muove foglia. Avremo o no questa paventata crisi a Palazzo de Nobili? L’impressione circolante fra la gente è che il “banco” non salterà e la politica locale continuerà tirare la carretta e non lascerà alcun bel ricordo nel libro dei sogni.
ll quadro politico che in questo momento presenta la Città di Catanzaro, da qualunque parte lo si guardi, purtroppo, provoca conati da rigetto ai cittadini (con o senza tessere di partito) che sono i veri ostaggi di un sistema cancrenoso. Lo scontro fra gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra non sembra essere un confronto animato dalla volontà di realizzare una autentica rigenerazione urbana. Incombe sul Capoluogo, invece, la minaccia di un “fine vita” tutt’altro che…dolce.
L’attuale coalizione di centrosinistra che governa la Città, guidata dal Sindaco Nicola Fiorita, è presa a spallate, aggredita al di là di ogni ragionevole dubbio, da una opposizione che aspira a prendere il sopravvento con un ribaltone.
E nel frattempo si gioca al “gatto e la volpe”. Da capire chi soni i “gatti” e chi le “volpi” o “volponi”. In questo quadro desolante si innesta una situazione preoccupante che sta minando alla radici il Pd che avrebbe dovuto essere il partito leader nel contesto del centrosinistra.
A Catanzaro la barca dem perde pezzi giorno dopo giorno e non è lontana dal naufragio .
Il recente abbandono del partito da parte di un gruppo (Aldo Rosa (Segreteria Provinciale PD Catanzaro, Segretario Circolo “G.Puccio” Catanzaro Marina, già ViceSegretario cittadino Catanzaro), Giovanni Vitale (Assemblea Regionale PD Calabria, Tesoriere Circolo “G.Puccio" Catanzaro Marina) e Claudio Chiaravalloti (Assemblea Provinciale PD Catanzaro e Direttivo Circolo "G.Puccio” Catanzaro Marina) altro non è che la certificazione della crisi del Pd che ha la connotazione del fallimento a causa di una metodica distorta nella interpretazione del valore del dibattito e del confronto democratico. Il documento ultimo con il quale coloro che hanno lasciato il Pd motivano la loro scelta è la lampante dimostrazione di cosa succede nel Partito.
Messi insieme, comunque, tutti gli aspetti negativi del contest politico catanzarese non si può certo stare tranquilli. Passando la parola ai cittadini avverrà il miracolo di una rigenerazione in toto della situazione? Un interrogativo amletico specie se gli attori saranno sempre e comunque gli stessi!
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