L’infanzia e la guerra, proiettato a Lamezia il film “Non tacere. La storia di Faina Savenkova”

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  21 aprile 2026 07:45

 Partecipazione, interesse ed emozione ha suscitato la proiezione, presso il Laboratorio d'Arte Cerra, a Lamezia Terme sabato 18 aprile 2026, del film documentario: "Non tacere. La storia di Faina Savenkova". Un evento organizzato da Cantiere Laboratorio, Pramantha, Laboratorio d'Arte Cerra, Speranza e Cuore Russo che ha visto un numeroso pubblico che ha esaurito i posti disponibili della sala.

 L'incontro ha avuto inizio con i saluti di Rosella Cerra del Laboratorio d'Arte Cerra e di Antonio Umberto Colosimo, presidente dell'associazione Pramantha.

Eseguito l'intervento del presidente di Cantiere Laboratorio Vittorio Gigliotti che ha puntualizzato come l'incontro, e la proiezione, avesse un duplice scopo: quello culturale e quello storico ristabilendo una verità scomoda per quanti in Europa hanno cercato di cancellare 8 anni di bombardamenti e massacri ucraini sulla popolazione del Donbass. Altresì come tutto ciò fu documentato da Cantiere Laboratorio sin dal 2014 e, nel 2017, dal campo, dallo stesso Gigliotti.

Irina Vikhoreva, presidente dell'Associazione Speranza, ha poi introdotto l'incontro, curato i collegamenti e la traduzione linguistica dei collegati.

Il dibattito, dopo la proiezione del film, si è aperto con i saluti alla protagonista Faina Savenkova ed una serie di importanti domande.

Dmitrij Poljanskij, rappresentante russo dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), in merito alla domanda secondo cui i russi avrebbero rapito dal Donbass circa 20 mila bambini, riportata dalla propaganda ucraina e diffusa dalla stampa europea, ha risposto in modo molto dettagliato: "Erano circa due anni che le autorità russe chiedevano a quelle ucraine di fornire l'elenco dei sedicenti 20 mila bambini che Zelensky andava reclamando.  Alla fine Kiev è stata solo capace di stilare una lista di circa trecento nomi.

Dopo accurati controlli, le autorità russe hanno concluso che, di questi, ottanta si trovavano già in territorio europeo per lo più in Germania, circa duecento erano stati adottati da famiglie russe ed una ventina hanno espresso il desiderio di tornare in Ucraina dai parenti. Tutti i bambini elencati erano orfani e sono stati evacuati dalle zone del fronte e messi in salvo in territorio russo e non certamente rapiti come falsamente propagandato dal governo ucraino e dalla stampa occidentale"

Interessante la testimonianza di Faina e del regista Klim Poplavskij, tra l'altro di come anche da ragazzini, come la stessa Savenkova, siano finiti nel sito ucraino "Mirotvorets", una lista nera dove i servizi segreti ucraini hanno inserito tutti coloro che vengono dichiarati nemici di Kiev, siano essi bambini e loro familiari, rendendo pubblici i loro dati e foto per spaventarli e, molte volte, come accaduto, per ucciderli. Questa denuncia è stata fatta anche ai capi di governo europei, Italia inclusa, e come in questo sito ci siano anche cittadini italiani che le autorità governative hanno il dovere di proteggere.


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