
di MARCO VALLONE
Raggiungono quota 8 le puntate di stagione di Catanzaro Capitale, la trasmissione di approfondimento politico de La Nuova Calabria condotta da Gabriele Rubino, che questa sera ha avuto come ospiti l'assessore ai lavori pubblici del comune di Catanzaro, Pasquale Squillace, insieme all'ingegnere Domenico Angotti. La scena è stata tutta per quelle che saranno le prospettive, e più concretamente le opere pubbliche, a cui la città del futuro andrà incontro: quali saranno le novità architettoniche della città e come, le opere, potranno davvero aiutare la comunità del capoluogo di regione ad evolvere?
Si è partiti innanzitutto dalla metropolitana. La vera novità è la linea che porta a Germaneto, che consente il collegamento con il policlinico, con la cittadella regionale e con l'università: non è ancora attiva, ma la novità è che venerdì è stato finalmente espletato un passaggio fondamentale per poter avviare questa tratta. Ci si riferisce alla prova di evacuazione che i vigili del fuoco hanno messo in atto. Com'è andata la prova? “La prova è andata bene – ha risposto prontamente l'ingegnere Angotti -. Non c'erano particolari apprensioni, ma la prova di messa in funzione di un sistema ferroviario urbano con una galleria lunga oltre 1 km e mezzo è sempre una prova che induce qualche apprensione finché non è conclusa. Non ci sono stati motivi per modificare quella che è la rotta e il percorso che è stato tracciato per l'apertura che avverrà da qui a breve”. E quando avverrà questa apertura? “Mi sento di dire che entro l'anno dovrebbe accadere – ha rilevato Domenico Angotti -. Se mi si chiede un giorno, direi dei dati che non sono in grado io di gestire nell'autonomia del ruolo che svolgo per quest'opera. Però ormai le condizioni sono state tutte assolte, abbiamo gestito quelli che erano i passaggi più complessi con il ministero e abbiamo fatto queste prove di sicurezza, che sono estremamente importanti. Un'opera di questo tipo deve tenere conto delle condizioni di sicurezza, mettendo in conto anche l'imponderabile. Si fa una prova di questo genere sperando che non debba mai risultare necessaria, però non si può nemmeno, per questa ragione, buttarsela alle spalle senza nemmeno affrontare questa tematica”.
“Abbiamo affrontato mille difficoltà nel costruire un'opera infrastrutturale così estesa e così articolata in un contesto urbano come quello di Catanzaro, ed era tutt'altro che semplice – ha rivendicato Angotti – implementare un sistema di trasporti di questo tipo. Era inevitabile anche dover affrontare gli aspetti propedeutici alla complessiva messa in esercizio. Per la linea B non si sono resi necessari per la sua naturale concezione, essendo una metropolitana completamente a giorno. Per la linea C, invece connotata da dei tratti in galleria più o meno lunghi, per lo più lunghi per i tratti in cui abbiamo fatto l'esercitazione, c'era bisogno di qualche passaggio in più. Al nostro fianco naturalmente ci sono state tutte le forze dell'ordine, in particolare i vigili del fuoco, e le Ferrovie della Calabria, che è l'ente gestore. Ha partecipato il 118 con i mezzi di soccorso, e più in generale c'è stata una prova di coordinamento attraverso la prefettura e gli altri enti variamente coinvolti. Questa è la prova che quindi si è svolta, simulando un incidente nella galleria”.
“Ciò che rileva oggi – ha snocciolato in sintesi pragmatica l'ingegnere Angotti – è che l'opera c'è, e fondamentalmente è finita già da un po' di tempo. Quello che si sta portando a conclusione sono tutti elementi di completamento che, per alcuni versi, possono anche definirsi di dettaglio ma, per altri, sono essenziali perché afferiscono alla sicurezza e alla piena funzionalità dell'opera. Può sembrar banale ma alle volte anche un allaccio elettrico, che non richiede nemmeno chissà quale potenza, risulta difficoltoso. Anche a Germaneto, dove c'è il futuro della città. L'assessore ai lavori pubblici Pasquale Squillace lo sa bene. Fare un'infrastruttura in Calabria e comunque, in generale, al sud è molto più complesso rispetto al farlo in altre parti d'Italia. Al sud ci sono complessità anche banali: ad esempio negli approvvigionamenti, e nelle tante cose che vanno gestite e affrontate per raggiungere l'obiettivo”.
“Io penso – ha proseguito l'ingegnere - che oggi Catanzaro debba essere orgogliosa di aver completato un'infrastruttura così importante come la metropolitana. Consente di rivoluzionare la concezione della città. Quando eravamo in una fase di concezione dell'opera dicevo, sin dal primo giorno, che non è solo un vettore di mobilità ma anche, davvero, un motore di rigenerazione del territorio. Il maggior risultato che si riuscirà a conseguire, con un esercizio ovviamente ottimizzato in tutta una serie di cose che prenderanno forma, è quello di poter vivere indifferentemente in varie parti del territorio di Catanzaro sapendo di poter godere ed usufruire dei servizi che altre parti invece offrono. Si eviterà – ha spiegato Domenico Angotti - la tendenza centrifuga che connota da un po' di anni Catanzaro, secondo cui coloro che sono fuori, i più estremi, centro, Lido e Germaneto, si vedono quasi in maniera antagonistica l'uno con l'altro. Devono invece diventare parte di un'unica città. E' una cosa che ancora non si avverte adeguatamente e che speriamo, invece, che tramite la metropolitana si possa consolidare in maniera maggiore. La metropolitana deve essere la spina dorsale della città di Catanzaro”.
Come sta andando l'attuale assetto della metro, al di là della linea di Germaneto non ancora inaugurata? “Non ho i dati numerici – ha precisato Angotti -, però posso dire che nelle ore della mattina, al di là di qualche limitazione di corse, è un assetto che sta dando dei risultati soprattutto sull'utenza studentesca, e su quella attratta dai servizi offerti dal centro storico della città. Prevalentemente è un'utenza che dalla parte bassa della città, nel mattino, si riversa verso la parte alta”.
Si sta intervenendo poi con dei lavori di riqualificazione nella storica stazione di via Milano: “Su quello siamo ancora agli albori – ha evidenziato l'ingegnere Angotti -. Abbiamo iniziato da poco l'infrastruttura della nuova stazione. Quella non è solo una fermata, o una stazione: sarà anche la sede degli uffici di Ferrovie della Calabria. E si propone anche in maniera ambiziosa, con un intervento di riqualificazione del contesto urbano in cui attualmente ricade, andando a riallacciarsi con il belvedere di via Piave, quello antistante l'istituto magistrale di Catanzaro”. Potenzialmente ci può essere un collegamento con i giardini di San Leonardo: “Esatto – ha confermato Domenico Angotti -. Tutto questo in una visione più ampia di riqualificazione della mobilità della città di Catanzaro. La metropolitana di Catanzaro è nata con una serie di opere a corredo: i sistemi optometrici, ad esempio, che devono servire a favorire gli spostamenti pedonali sulla breve distanza tra Catanzaro Sala e Bellavista e poi tra Catanzaro, via Milano diciamo, e il Pugliese. Fu una visione che nacque all'incirca nel 2006 e che mirava a ridare una capacità di mobilità di cui oggi si sta attuando la parte più importante, il trasporto ferroviario metropolitano. Il resto, personalmente, continuo a sperare che possa arrivare anche”.
“Questa visione – ha voluto ricordare Pasquale Squillace, assessore ai lavori pubblici di Catanzaro – l'ha avuta l'ingegnere Giovanni Angotti, papà di Domenico. Penso che vada ricordato perché, al di là di tutti gli impegni politici che si sono succeduti, e quindi diversi hanno contribuito a questo progetto, e non voglio dimenticare nessuno, da Rosario Olivo a Loiero. E poi tutti coloro che si sono succeduti hanno continuato. Lo stesso Mario Oliverio e poi l'attuale presidente della regione. Però tengo molto a ricordare l'ingegnere Angotti, che ho conosciuto molti anni fa quando ancora facevamo le prime campagne elettorali. Era veramente una risorsa incredibile di notizie, di informazioni e di visione. Perché la metropolitana è una visione. Sulla metropolitana ci sono degli altri interventi che servono come interventi complementari per tenere insieme questa città. Ricordo sempre a tutti che questa città è complessa, perché non ha avuto un controllo urbanistico negli anni. E' una città che ha 44 nuclei abitativi – ha sottolineato Squillace -. Da nuclei che sono vere e proprie città, come il quartiere marinaro, che arriva fino a 30mila abitanti, per passare a nuclei di 70 – 80 abitanti dispersi in 102 km quadrati”.
“Quindi – ha messo le mani avanti Squillace - chi si attende una metropolitana come quella di Milano o di Roma non può, perché hanno delle strutturazioni completamente diverse. Quindi la metropolitana di superficie è questa colonna vertebrale, come ha ben detto l'ingegnere Angotti, dalla quale poi si diramano sistemi di collegamento di secondo livello per potere raggiungere poi tutte le altre parti della città. Noi su questo ci siamo impegnati dall'inizio. L'amministrazione Fiorita dal suo insediamento si è interessata a che i lavori andassero spediti, per ciò che compete il comune. Non dimentico i primi incontri fatti quando ancora ero capo di gabinetto, sui lavori a S.Maria. Per riuscire a fare quei lavori delicatissimi, limitando il più possibile i disagi. Anche su questo molti quartieri, molti cittadini catanzaresi, hanno subito disagi molto importanti per la realizzazione della metropolitana. Quindi vedere quest'opera completata è un sospiro di sollievo anche per queste persone”.
La discussione è poi andata avanti, entrando ancor più nel dettaglio. Ad esempio, tra le opere a corredo della metropolitana ci sarà anche il nodo intermodale di Catanzaro Sala. Come si strutturerà? E quelli di Germaneto e di Catanzaro Lido? Per scoprirlo, almeno nelle intenzioni dell'assessore Squillace, non resta che visionare il video qui allegato.
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