
L'unione Funzionari Giudiziari esprime fermo dissenso in ordine alle modalità di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato con i fondi PNRR, che rischiano di compromettere definitivamente gli equilibri degli uffici giudiziari italiani.
La vicenda riguarda I'ennesima operazione di stabilizzazione che questa volta coinvolge figure reclutate per due anni a seguito di una blanda selezione, a cui era stato affidato il compito di supportare i magistrati nella ricerca giurisprudenziale nella predisposizione di bozze di provvedimenti. Stabilizzati come funzionari, il CSM interviene pretendendo che prosegua ad libitum l'attività di supporto così disconoscendo, tra l'altro, che tali attività sono svolte da sempre dai unzionari della Giustizia, unitamente alle attività di cancelleria, con competenza e dedizione. I protrarsi dei moduli lavorativi voluti dal PNRR porterebbe gli uffici alla paralisi dei servizi.
Se il Contratto Collettivo Integrativo sottoscritto poche settimane fa aveva previsto il loro inquadramento nell'area dei Funzionari giudiziari, il successivo Decreto-Legge n. 100/2026 ha arbitrariamente collocato queste nuove risorse alle dirette dipendenze della magistratura sottraendole, dì fatto, alla gestione dei dirigenti amministrativi
L'Associazione ritiene inoltre particolarmente grave la progressiva ingerenza della magistratura nella gestione del personale amministrativo nel silenzio assoluto delle organizzazioni sindacali. Il CSM, con una nota del 6 luglio 2026, esplicitamente esercita una pressione inammissibile sui dirigenti dei Tribunali.
I Funzionari della Giustizia chiedono con urgenza l'apertura di un confronto serio e diretto, che sia finalmente rispettoso del ruolo e della dignità di chi, quotidianamente e da anni, garantisce la tenuta del sistema giudiziario.
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