La Capraro va giù tra polvere e ricordi: un'emozione che segna un'epoca

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  29 giugno 2026 11:54

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA e FILIPPO COPPOLETTA 

C'è un silenzio particolare che accompagna le grandi trasformazioni. Un silenzio che oggi, al "Nicola Ceravolo", viene rotto dal rumore delle ruspe, dal crollo del cemento e dalla polvere che si alza verso il cielo di Catanzaro. In questi minuti sta andando giù la storica Curva Ovest "Massimo Capraro". E con essa se ne va un pezzo di storia giallorossa.

Le immagini che arrivano dal cantiere hanno il sapore dolceamaro dei momenti destinati a rimanere impressi nella memoria collettiva della città. Per migliaia di tifosi non si tratta soltanto della demolizione di un settore dello stadio, ma dell'addio a un luogo che per decenni ha custodito emozioni, speranze, lacrime e gioie indescrivibili.

Da quelle gradinate sono passate generazioni di tifosi. Padri, figli e nipoti hanno condiviso abbracci dopo un gol, sofferenze sportive, promozioni storiche e stagioni difficili. La "Capraro" non era semplicemente cemento armato: era il cuore pulsante del tifo giallorosso, la voce più calda del Ceravolo, il simbolo di un'appartenenza che va ben oltre il calcio.

Questa mattina le ruspe hanno iniziato a sventrare la vecchia struttura, dando ufficialmente il via ad una fase storica del progetto di riqualificazione dell'impianto cittadino. Un passaggio atteso da anni che consentirà la realizzazione di una nuova Curva Ovest moderna, più vicina al terreno di gioco e capace di ospitare circa 4.700 spettatori. Un settore destinato a cambiare radicalmente il volto del Ceravolo e ad avvicinarlo agli standard degli impianti più moderni.

Eppure, davanti alle immagini della demolizione, è inevitabile che tra i tifosi prevalga l'emozione. Ogni colpo di benna sembra cancellare un ricordo per farne nascere uno nuovo. È il prezzo del cambiamento, necessario per consegnare alla città uno stadio all'altezza delle ambizioni del Catanzaro, ma che inevitabilmente lascia spazio alla nostalgia.

Il Ceravolo cambia pelle. La vecchia Capraro cade, ma la sua anima resterà intatta. Perché certe storie non vengono abbattute dalle ruspe: continuano a vivere nei cori, nei ricordi e nel cuore di un popolo che, da quelle gradinate, ha imparato cosa significa amare il Catanzaro.

Oggi si chiude un capitolo. Domani ne inizierà un altro. Con la stessa passione di sempre.


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