La Corte dei Conti parifica la Rendicontazione generale della Regione Calabria per il 2025

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  29 luglio 2026 14:09

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un giudizio positivo nonostante il permanere di alcune criticità. La Sezione di controllo della Corte dei Conti della Calabria, questa mattina, ha parificato il Rendiconto 2025 della Regione Calabria, al termine della cerimonia tenutasi nell'aula delle udienze in via Buccarelli, a Catanzaro. Nel dispositivo la magistratura contabile accerta che un allegato al Rendiconto "presenta degli errori materiali", prescrivendo all'Amministrazione Regionale di "procedere con specifica ulteriore delibera di Giunta alla rettifica dell'allegato". La mattinata, alla quale erano presenti numerose autorità ed esponenti del mondo civile e militare, si è svolta con la consueta relazione del presidente facente funzioni della sezione, Fabrizio Carrarini, alla quale sono seguiti gli interventi dei Magistrati relatori, del Procuratore regionale facente funzioni della Corte dei Conti, Giovanni Di Pietro, e del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

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“Il Rendiconto 2025 presenta un quadro complessivamente caratterizzato dal mantenimento degli equilibri di bilancio e dal conseguimento, per il secondo anno consecutivo, di un avanzo positivo della parte disponibile di circa 307 milioni di euro", ha sottolineato Carrarini, "ciò offrirà una disponibilità di risorse che, nei limiti consentiti dall’ordinamento, potranno essere destinate al finanziamento di interventi rivolti al soddisfacimento dei bisogni della collettività e alla realizzazione di investimenti”. Nonostante i miglioramenti, permangono però rilevanti criticità strutturali: "Tra queste figurano la riduzione della liquidità disponibile, la consistenza dei residui attivi e passivi, l’aumento dei debiti fuori bilancio e la persistente rigidità della spesa, con particolare riferimento al settore sanitario, che assorbe circa i due terzi della spesa regionale". Positiva la valutazione della gestione dei fondi europei relativi alla programmazione 2014-2020, conclusa senza perdita di risorse comunitarie, mentre per la programmazione 2021-2027 c’è la necessità di rafforzare la capacità amministrativa, il coordinamento degli interventi e il monitoraggio della spesa.

Fattore critico rimane la sanità: “Pur prendendo atto del mantenimento dell’equilibrio economico complessivo del Servizio sanitario regionale e degli sforzi compiuti dall’amministrazione, si evidenzia il permanere di rilevanti elementi di vulnerabilità, tra cui il mancato trasferimento integrale delle risorse alle aziende sanitarie, il ricorso alle anticipazioni di tesoreria, il saldo fortemente negativo della mobilità sanitaria, l’elevato sforamento della spesa farmaceutica, la consistenza dei residui sanitari e i ritardi nell’attuazione degli investimenti finanziati dal Pnrr”. Nelle conclusioni, la Corte dei Conti sottolinea che la Regione Calabria “presenta segnali di miglioramento sotto il profilo degli equilibri contabili e della rappresentazione economico-patrimoniale, ma permane l’esigenza di consolidare il percorso di risanamento, rafforzare la capacità amministrativa, migliorare i sistemi di controllo e accrescere l’efficienza della spesa pubblica affinché le risorse disponibili si traducano in servizi sempre più efficaci per i cittadini”.

Dopo le relazioni delle dottoresse Emanuela Friederike Daubler, Maria Lepore e Mariagrazia Pellecchia, che hanno trattato al dettaglio le tematiche riguardanti "La contabilità economico-patrimoniale e il Servizio Sanitario Regionale", "La gestione finanziaria" e "Il Gruppo Amministrazione Pubblica e i Fondi SIE per l'annualità 2024", la parola è passata al dr. Giovanni Di Pietro: "Il dato della mobilità passiva registra ancora un saldo negativo di oltre 329 milioni di euro: significa che molti cittadini calabresi continuano a curarsi fuori regione perché la Calabria non sa essere sufficientemente attrattiva. Per quanto riguarda la gestione contabile delle aziende sanitarie, l'analisi è stata svolta prevalentemente sui dati del consuntivo del quarto trimestre, arrivati solo alla fine. Emergono alcuni segnali positivi, ma anche dati parziali e poco approfonditi. Sull'attendibilità di alcuni elementi permangono dubbi che dovranno essere verificati". Il problema, per il Procuratore, non riguarda soltanto i numeri: "Occorre capire come si arriva a determinati risultati e valutare anche la gestione complessiva delle aziende. È proprio su questo aspetto che restano molte perplessità, anche alla luce delle numerose denunce riguardanti la gestione delle aziende sanitarie provinciali”. 

Prima della pronuncia della delibera è intervenuto il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto: "Questa è la mia quinta udienza di Parifica alla Corte dei Conti e sono contento, finalmente, di sentire evidenziati anche alcuni dati positivi. Ciò che viene evidenziato in queste occasioni è una traccia che l'amministrazione dovrà seguire nei prossimi mesi ed anni, costituendo uno stimolo per me e la mia squadra nel restituire normalità alla Calabria". Occhiuto ha sottolineato come "abbiamo un avanzo di amministrazione tra i più alti in Italia, 300 milioni, a dimostrazione del fatto che questa Regione è governata con grande attenzione verso la sostenibilità dei conti". Sulla sanità, il Governatore ha ribadito di "dover ricordare da dove siamo partiti: in passato si parlava di contabilità orale e 15 anni di commissari non esperti di sanità e abbandonati a loro stessi dallo Stato. Abbiamo quantificato il debito pagando tutto quello che c’era da pagare, andando ovviamene cauti sull’extrabudget. Sarebbe utile aprire una discussione su quante riforme mancate ci siano state, andando poi a vedere quante invece abbiano cercato di intervenire su queste problematiche negli ultimi anni". Con l'augurio di poter arrivare a una soluzione di molte delle criticità evidenziate già il prossimo anno, la commissione si è poi ritirata per deliberare: la parificazione è stata notificata, sebbene con le modifiche all'errore di forma di un allegato. Tra segnali confortanti e situazioni ancora da sanare, la Calabria continua il suo cammino per togliersi di dosso la maglia nera tra le regioni d'Italia.