La denuncia dell'OPAT: "Le 'Sposta cani' nel mondo del randagismo, si indaghi sulla triste prassi"

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  10 marzo 2026 08:09

Riceviamo e pubblichianmo

Denunciamo a gran voce e chiediamo che la procura e il garante per gli animali Staglianò neo eletto di Catanzaro e gli Assessori preposti, indaghino con fermezza sulla triste prassi (che ci ha reso noti in tutta Italia) come la regione degli “SPOSTA CANI”. 

Facciamo ovviamente nostro l’appello dell’avvocato Titti Nunnari, la cui assistita, Daniela Verrino, ha sollevato con la sua denuncia l’ennesimo caso agghiacciante di sparizione di cani a soggetti privati, poi mandati in adozione da Roma in su. Ma chi sono gli “sposta cani”? Li chiamano “spostacani” perché trasferiscono gli animali senza criterio da Sud a Nord…oscuri personaggi che gravitano intorno al mondo del randagismo e che hanno creato il business della sofferenza, sfruttando la sensibilità di quanti amano gli animali…E’ facile trovare online sui social, continui appelli di questi personaggi i cui toni sembrano voler sempre ingenerare delle reazioni emotive in chi legge, ma al tempo stesso risultano aggressivi e recriminatori nei confronti di tutti quelli che non aiutano, non donano, non si offrono di partecipare alle spese…

E’ intollerabile che queste figure (che non hanno alcun patentino riconosciuto, nessuna qualifica, non fanno parte di nessuna associazione riscontrabile…) abbiano libero accesso ai canili, prelevino gli animali e poi contrattino privatamente con terzi per le adozioni, la microchippatura, le spese, le trasferte etc…Per poi autodefinirsi uniche e sole paladine del benessere dei poveri animali della Calabria…Ci risulta inaccettabile che nel 2026, non solo sia possibile un tale fenomeno, ma che addirittura si prelevino cani a privati momentaneamente impossibilitati all’accudimento per motivi di salute e che poi si spediscano altrove facendoli adottare all’insaputa dei proprietari stessi. Tutto ciò ha gettato un velo di illegalità e sfiducia sulla nostra regione a livello nazionale e ha messo anche in cattiva luce, tutte le realtà che, nel silenzio e facendosi carico personalmente di tutte le spese necessarie, lottano ogni giorno per il benessere dei randagi.

 Sono proprio le spostacani che più volte, durante eventi pubblici o attraverso post sui social, hanno manifestato palese contrarietà a campagne di sterilizzazione mirate e di mappatura/microchippatura, perché ovviamente temono di perdere il loro squallido business basato sulla proliferazione indiscriminata dei randagi e sull’assoluta anarchia e vacatio istituzionale in merito. In quanto osservatorio avevamo partecipato agli incontri pubblici con il garante Staglianò e con gli Assessori all’ambiente di Catanzaro, avevamo promosso una raccolta firme perché venisse riconosciuta la legge regionale sul randagismo e la sua applicazione perentoria nel territorio attraverso un vero ambulatorio veterinario e gattile PUBBLICI a Catanzaro (unica città della Calabria a non esserne provvista) https://www.change.org/p/vogliamo-l-ambulatorio-veterinario-e-il-gattile-comunale-a-catanzaro, ma evidentemente gli interessi di privati e le ramificazioni sommerse di questo fenomeno, sono più complesse di quello che immaginavamo.

Se addirittura queste figure, facendo leva sulla loro immagine pubblica di guardie zoofile e di “amorevoli” volontarie, si sono intrufolate in abitazioni private, hanno ghermito ignari animali e hanno ingenerato autonomamente un iter di adozione, forse il fenomeno merita di essere inquadrato per quello che è, ovvero un sistema di illegalità e collusione ramificata, che sfrutta il fenomeno del randagismo per meri interessi economici e che , ovviamente, non ha alcuna volontà di “risolverlo” perché altrimenti terminerebbe la sua primaria fonte di sussistenza. I randagi di ogni razza, sono gli ultimi degli ultimi della nostra comunità e così come per chi è affetto da disabilità o fa parte di minoranze, dovrebbero essere tutelati dalle istituzioni e non gettati in pasto alle manovre senza scrupoli di personaggi senza costrutto, privi di etica e scrupoli e che lucrano sulla sofferenza di chi non può ribellarsi, alimentando il caos e la sfiducia della collettività nei confronti di chi se ne occupa davvero. Quale saranno le risposte delle autorità istituzionali preposte alla tutela degli animali? Accoglieranno il nostro appello o preferiranno ignorare queste parole, rendendosi però sommessamente complici di chi opera nella più completa illegalità?

Noi non abbiamo alcun interesse personale per esporci in questi termini. Possono dire lo stesso gli spostacani?

O.P.A.T. Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio


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