La denuncia di Baldino (M5S): "Impeditomi l’accesso al cantiere del Terzo Megalotto, il Ministro chiarisca"

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  23 luglio 2026 14:26

<Ho presentato un’interpellanza al Ministro delle Infrastrutture per fare piena luce su due episodi che, pur riguardando vicende diverse, pongono un’unica questione: ANAS deve garantire imparzialità, trasparenza e uguale rispetto verso tutte le istituzioni>, è quanto denuncia in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.

 

<Il 5 giugno scorso – prosegue la parlamentare - mi sono recata presso il cantiere del Terzo Megalotto della SS106 Jonica nell’esercizio delle mie prerogative parlamentari, avendo ricevuto notizie su presunti rallentamenti nei lavori che volevo verificare io stessa. L’impresa affidataria mi aveva accolto, illustrato lo stato dei lavori, consegnato i dispositivi di protezione individuale e accompagnato fino all’ingresso del cantiere. A quel punto, una telefonata dei dirigenti ANAS ha bloccato tutto: mi è stato impedito di accedere al cantiere con motivazioni che ritengo del tutto pretestuose.

 

Pochi giorni dopo, invece, ANAS – continua Baldino - ha effettuato un sopralluogo su un altro cantiere della SS106, nel Comune di Calopezzati, insieme a esponenti della minoranza di centrodestra e all’associazione che lo aveva richiesto, senza neppure informare il Sindaco, che da giorni chiedeva un confronto istituzionale sulle criticità dell’opera senza ricevere alcun riscontro.

 

Non è in discussione il diritto di consiglieri comunali o associazioni di svolgere la propria attività. Il punto è un altro: perché a una parlamentare della Repubblica viene impedito l’accesso a un cantiere di un’opera pubblica già autorizzato dall’impresa affidataria, mentre ANAS organizza sopralluoghi con esponenti politici locali escludendo il Sindaco, massima autorità istituzionale della comunità interessata?

 

Per questo - va avanti la parlamentare - ho chiesto al Ministro se ritenga compatibili questi comportamenti con le prerogative del Parlamento e con i principi di imparzialità, trasparenza e leale collaborazione istituzionale, e quali iniziative intenda assumere affinché ANAS adotti procedure chiare, uniformi e uguali per tutti.

 

Le opere pubbliche non appartengono a un partito né a una parte politica. Su un'opera da 1,4 miliardi di euro, su una delle strade più pericolose d'Italia, i cittadini e il Parlamento hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo. Per questo chi le gestisce ha il dovere di rapportarsi con tutte le istituzioni secondo criteri oggettivi, senza favoritismi, senza disparità di trattamento e senza che possa anche solo sorgere il sospetto che il colore politico degli interlocutori faccia la differenza. Su questo il Governo è chiamato a dare una risposta chiara>, conclude Baldino.

 

 


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