
Riceviamo e pubblichiamo
Pur prendendo atto con favore dell’approvazione del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) 2026-2028 e riconoscendone l’impianto complessivo, riteniamo necessario evidenziare alcune criticità rilevanti, a partire dal mancato inserimento delle cosiddette “verticalizzazioni” per il personale interno. Nel corso del confronto con l’assessore al personale, avevamo avanzato una proposta chiara e sostenibile, sottolineando come, limitatamente all’anno 2026, il quadro normativo e contrattuale vigente offra una finestra straordinaria che rende tali progressioni particolarmente vantaggiose per l’amministrazione. Alla luce di ciò l’Assessore, su richiesta della FP CGIL aveva assunto l’impegno di approfondire con gli uffici competenti questo aspetto di importante rilevanza per i dipendenti dell’Ente e di condividerne l’esito con la parte sindacale prima della pubblicazione del PIAO.
È importante chiarire che questa possibilità deriva dall’attuale CCNL, che la Fp Cgil non ha sottoscritto perché vi è una grave perdita del potere di acquisto ed, inoltre, rispetto al contratto del triennio precedente, ha introdotto un arretramento nelle modalità di finanziamento delle progressioni verticali. In passato, infatti, tali selezioni erano finanziate in modo più strutturato, consentendo un utilizzo più ampio di questo strumento di valorizzazione del personale.
Pur in questo quadro, per il solo anno 2026 è prevista una deroga favorevole: il finanziamento delle progressioni verticali avviene esclusivamente sotto il profilo giuridico, ai sensi dell’art. 33 del D.L. 34/2019, e comporta per l’ente il solo onere del differenziale stipendiale tra la posizione di partenza e quella di arrivo. Si tratta quindi di un meccanismo che non incide in maniera significativa sulla capacità assunzionale complessiva.
In termini concreti, una progressione per un operatore esperto richiede oggi circa 2.200 euro annui. A partire dal 2027, invece, il quadro cambierà radicalmente: per attivare le medesime procedure sarà necessario finanziare l’intero costo della posizione, con un impatto economico ben più rilevante, superiore ai 20.000 euro annui per singola unità.
Appare quindi evidente come il 2026 rappresenti un’occasione difficilmente replicabile per attivare queste selezioni in modo economicamente sostenibile, con un rapporto costi-benefici estremamente favorevole per l’amministrazione.
Va inoltre ricordato che, sebbene nella Regione Calabria negli anni passati siano state realizzate numerose verticalizzazioni grazie ai precedenti contratti, esiste ancora oggi una platea molto ampia di lavoratrici e lavoratori – in particolare operatori esperti e istruttori – che attendono da tempo questa opportunità di crescita professionale. Si tratta di personale già formato, con competenze consolidate e immediatamente valorizzabili. Per queste ragioni, la mancata previsione delle verticalizzazioni nel PIAO 2026-2028, unita all’assenza di un riscontro rispetto alla proposta avanzata in sede di confronto, rappresenta un elemento di forte criticità, in evidente contrasto con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il capitale umano. Per queste ragioni, la mancata previsione delle verticalizzazioni nel PIAO 2026-2028, unita all’assenza di un riscontro rispetto alla proposta avanzata dalla FP CGIL in sede di confronto, rappresenta un elemento di forte criticità, in evidente contrasto con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il capitale umano. Infine, riteniamo non più rinviabile anche l’apertura di un confronto serio sulla situazione dei lavoratori di Arpal presenti in Regione, una questione che la Fp Cgil ha già posto con forza e che non può essere ulteriormente procrastinata.
Ferdinando Schipano, segretario Fp Cgil Calabria
Alessandra Baldari, segretario generale FP Cgil Calabria
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