La Madonna di Porto ritorna a Catanzaro, percorso storico a cura dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali 

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  28 maggio 2026 09:58

 C’è un filo che attraversa la storia religiosa di Catanzaro e lega generazioni diverse attorno allo sguardo della Madonna di Porto. È il filo della devozione popolare, delle processioni vissute come eventi di popolo, delle piazze gremite, delle lacrime, delle preghiere e della fede semplice della gente. Il ritorno della Sacra Immagine a Catanzaro, in programma il 29 e 30 maggio 2026 nel contesto del Giubileo per i 400 anni dell’origine della devozione, non rappresenta dunque soltanto un appuntamento celebrativo, ma si inserisce dentro una memoria storica profonda che ha segnato la vita della diocesi.

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Il grande abbraccio del 1948

Le cronache dell’epoca raccontano che nel 1948 furono oltre 50mila i fedeli che accolsero la Madonna di Porto in Piazza Prefettura. Catanzaro, ancora segnata dalle ferite della guerra, si raccolse attorno alla Vergine in uno dei momenti più intensi della devozione mariana del Novecento calabrese.

Fu un evento che superò i confini religiosi per diventare anche un segno di speranza collettiva. La città si fermò davanti alla Madonna, affidando a Lei paure, sofferenze e desiderio di rinascita.

L’incoronazione di San Giovanni Paolo II

Un’altra pagina storica si scrisse nel 1984. Durante la visita pastorale in Calabria, fu San Giovanni Paolo II a incoronare il Quadro della Madonna di Porto allo stadio “Ceravolo” di Catanzaro davanti a oltre 30mila fedeli.

Quel gesto del Pontefice rimane uno dei momenti più solenni e significativi della storia recente del Santuario di Porto. L’incoronazione rappresentò il riconoscimento della profonda e radicata devozione del popolo calabrese verso la Vergine venerata a Gimigliano.

Molti ricordano ancora oggi il clima di commozione e di festa che accompagnò quella giornata: un’intera Chiesa diocesana stretta attorno al Papa e alla sua Madonna.

La Madonna per il Sinodo diocesano

Nel 1994 fu invece l’Arcivescovo Mons. Antonio Cantisani a volere la presenza della Madonna di Porto a Catanzaro in occasione del Sinodo diocesano. Anche allora il pellegrinaggio della Sacra Immagine assunse un forte significato ecclesiale e pastorale.

La Madonna divenne il segno del cammino della Chiesa locale, chiamata a vivere un tempo di rinnovamento e di comunione. Affidare il Sinodo alla Vergine significava riconoscere in Maria la madre che accompagna il popolo di Dio nel discernimento della storia.

Il ritorno nel Giubileo dei 400 anni

Oggi, a volere nuovamente la Madonna di Porto a Catanzaro è l’Arcivescovo Mons. Claudio Maniago, nel quadro del Giubileo dei 400 anni dell’origine della devozione (1626-2026). L’evento del 29 e 30 maggio assume così un valore altamente simbolico: suggellare il quarto centenario della devozione mariana con la presenza della Sacra Immagine nel cuore del capoluogo diocesano. Non sarà soltanto una rievocazione storica, ma un nuovo momento di grazia per l’intera Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Un popolo che continua a camminare con Maria, riconoscendo nella Madonna di Porto un segno di consolazione, unità e speranza.

Una devozione che attraversa le generazioni

Dal 1948 ad oggi, passando per l’incoronazione di San Giovanni Paolo II e il Sinodo diocesano, la Madonna di Porto continua ad accompagnare la storia della Chiesa catanzarese. Cambiano i tempi, cambiano le generazioni, ma resta immutato il legame profondo tra il popolo e la sua Madre. Ed è forse proprio questo il significato più autentico del Giubileo: riscoprire una fede che attraversa il tempo e continua ancora oggi a parlare al cuore della gente.

 Il programma ufficiale 

Sarà un evento carico di fede, storia e partecipazione popolare quello che vedrà la città di Catanzaro accogliere la venerata immagine della Madonna di Porto venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026, nell’ambito del Giubileo dei 400 anni dell’origine della devozione mariana nata a Gimigliano nel 1626.

L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, rappresenta uno dei momenti più significativi del cammino giubilare dedicato alla Madonna di Porto, patrona della Provincia di Catanzaro e segno identitario della fede del territorio. La sacra immagine partirà venerdì 29 maggio alle ore 16 dalla Chiesa Madre di Gimigliano, attraversando simbolicamente alcuni quartieri della città fino all’arrivo presso la chiesa di San Giovanni Battista, in piazza Garibaldi, dove alle ore 17 è prevista l’accoglienza ufficiale e il successivo corteo processionale verso la Basilica dell’Immacolata.

Alle ore 18 sarà celebrata la Santa Messa solenne presieduta dall’Arcivescovo metropolita mons. Claudio Maniago. La giornata di sabato 30 maggio si aprirà ancora nella Basilica dell’Immacolata con la celebrazione eucaristica delle ore 7.30. Alle ore 9.30 sarà presentata la mostra diocesana “Dalla Theotokos di Costantinopoli alla Madonna di Porto”, dedicata alla storia, all’iconografia e alla devozione mariana tra Oriente e Occidente, con il contributo di mons. Giuseppe Silvestre.

Nel pomeriggio, dopo il Rosario e il saluto alla Madonna, il quadro lascerà il centro cittadino attraversando Corso Mazzini e diversi quartieri di Catanzaro fino a raggiungere Gagliano, luogo profondamente legato alla tradizione e alla storia dell’immagine sacra. Qui, alle ore 17.30, si terranno l’accoglienza della sacra immagine, un breve corteo processionale e la celebrazione della Santa Messa.

Il rientro a Gimigliano è previsto alle ore 19.30. L’evento assume un forte valore ecclesiale e popolare: non soltanto una rievocazione storica, ma un pellegrinaggio di speranza che rinnova il legame tra la Madonna di Porto e il popolo catanzarese. Nel corso dei decenni, infatti, la presenza della venerata immagine in città ha accompagnato momenti significativi della vita ecclesiale e civile del territorio, custodendo nella memoria collettiva pagine di intensa partecipazione e devozione. Con questo nuovo ritorno a Catanzaro, voluto dall’Arcivescovo Maniago nel contesto del IV Centenario, la Chiesa diocesana intende affidare ancora una volta alla Vergine Maria il cammino delle comunità, delle famiglie, dei giovani e dell’intero territorio calabrese.


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