La memoria che unisce: a Montauro successo per "Storie al Tramonto"

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  31 luglio 2026 08:30

di SETTIMIO PAONE

Ci sono pomeriggi destinati a finire con il calare del sole. E poi ce ne sono altri che, proprio mentre il sole si nasconde dietro i monti, riescono ad accendere qualcosa che sembrava sopito. "Storie al Tramonto" è stato uno di quei momenti in cui Montauro ha ritrovato il suono della propria memoria e il calore della propria anima.

Non è stata soltanto una passeggiata nel centro storico, né un semplice appuntamento culturale. È stato un viaggio nel cuore del paese, tra vicoli, piazze e luoghi che, per una sera, hanno ripreso a parlare attraverso le voci di chi li ha vissuti. La partecipazione di molti cittadini ha testimoniato quanto sia ancora forte il desiderio di custodire e condividere le proprie radici.

Ad accompagnare il cammino dei partecipanti sono state anche le coinvolgenti note della musica tradizionale calabrese, che hanno fatto da colonna sonora a un percorso capace di intrecciare storia, cultura e identità. Le melodie popolari hanno reso ancora più suggestiva l'atmosfera, riportando alla memoria usanze e sentimenti che appartengono al patrimonio più autentico della comunità.

A rendere unica la manifestazione sono stati soprattutto i racconti della gente comune. Storie semplici, ma proprio per questo straordinarie. Ricordi d'infanzia, episodi di vita quotidiana, antiche tradizioni, sacrifici, sorrisi e nostalgie hanno dato forma a un grande racconto collettivo, nel quale ogni testimonianza è diventata un tassello indispensabile della memoria di Montauro.
Degni di nota sono stati anche i momenti dedicati ai proverbi in vernacolo montaurese, autentici scrigni di saggezza popolare che, tra un sorriso e una riflessione, hanno raccontato il modo di vivere, di pensare e di affrontare la quotidianità delle generazioni che ci hanno preceduto.

Particolarmente intenso anche lo spazio riservato alla poesia, con la lettura di alcuni versi di Achille Curcio, tra i più insigni poeti della Calabria, che per lunghi anni visse a Montauro prima di trasferirsi a Catanzaro. La poesia scelta ha saputo esprimere con straordinaria efficacia la forza del racconto e della memoria, ricordando come siano proprio le parole, quando nascono dal cuore di una comunità, a custodire l'identità di un popolo e a consegnarla alle generazioni future.

C'erano occhi lucidi, sorrisi spontanei e lunghi silenzi carichi di significato. Perché alcune storie non hanno bisogno di effetti speciali: basta ascoltarle per sentirle proprie. Ogni parola pronunciata sembrava restituire vita a persone che non ci sono più, a luoghi che il tempo ha trasformato e a gesti semplici che continuano a vivere nella memoria della comunità.

Per qualche ora il tempo è sembrato rallentare. Il centro storico è tornato ad essere il luogo degli incontri, delle confidenze, dei in racconti tramandati davanti alle porte di casa, quando la memoria non era affidata alle pagine di un libro ma alla voce delle persone.

L'Associazione Culturale La Radice Sociale APS ha saputo trasformare un'idea in un'esperienza autentica, dimostrando che la cultura più preziosa è quella che nasce dalla comunità e che trova forza nella partecipazione di chi sceglie di raccontarsi.
La serata si è conclusa in un clima di autentica convivialità con un ricco aperitivo della tradizione locale, offerto gratuitamente dall'Associazione ai partecipanti. I prodotti, preparati con cura dagli stessi organizzatori, sono diventati un ulteriore gesto di accoglienza e condivisione, prima del piacevole spettacolo finale di musica leggera che ha salutato i presenti, regalando un ultimo momento di allegria e partecipazione.

Il successo di "Storie al Tramonto" non si misura soltanto dalla presenza del pubblico, ma dall'emozione che ha saputo lasciare. Perché quella sera Montauro non ha semplicemente ricordato il proprio passato: lo ha rivissuto. E nel farlo ha dimostrato che la memoria è il filo invisibile che unisce le generazioni, dà senso al presente e custodisce l'identità di un paese.

Quando il sole è scomparso dietro i monti e le ultime parole hanno lasciato spazio al silenzio, è rimasta una certezza: finché ci saranno persone disposte a raccontare e altre pronte ad ascoltare, la storia di Montauro continuerà a vivere. Non solo nei libri, ma nei cuori di una comunità che, attraverso la memoria, continua a riconoscersi come una grande famiglia.