La musica come medicina dell’anima, nell’Ospedale di Soveria prosegue il tour del Conservatorio Tchaikovsky

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  16 gennaio 2026 11:03

Si è svolto lunedì 12 gennaio 2026, presso l’Ospedale montano di Soveria Mannelli,una delle tappe del tour regionale “La musica, un’emozione che cura”. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Federsanità ANCI Calabria e il Conservatorio di Musica “P.I. Tchaikovsky” di Catanzaro, ha trasformato la Cappella del presidio ospedaliero in un palcoscenico di speranza e armonia.

​L’ultima tappa del tour ha visto protagonista il Trio Tchaikovsky, composto dalle musiciste Grazia Barillà, Naomi Mazzeo e Giada Principato. Il trio ha incantato la platea — composta da pazienti, operatori sanitari, il Collegio di direzione dell’ASP di Catanzaro, sindaci del territorio e utenti — con un repertorio capace di unire generazioni diverse. Dalle melodie contemporanee di “Perfect” (Ed Sheeran) e “A Thousand Years” (Christina Perri), fino alla magia dei classici Disney con “La Bella e la Bestia” e l’emozione profonda delle note di Nicola Piovani per “La vita è bella”, la musica ha offerto un momento di autentico sollievo psicofisico.

​Ad introdurre l’evento è stata la dott.ssa Luisa La Colla, responsabile della comunicazione di Federsanità ANCI Calabria. È stato sottolineato il valore scientifico e umano del progetto: "Siamo alla conclusione di un percorso nato dalla convenzione con il Conservatorio Tchaikovsky. Riconosciamo il valore della musica come parte integrante del percorso di cura: le emozioni che essa suscita stimolano la produzione di ossitocina, facendo bene all’anima. La musica è una medicina il cui bugiardino è scritto sul pentagramma con note e chiavi di violino”.

Il tour ha toccato i principali nodi della sanità calabrese, dal GOM di Reggio Calabria all’AOU di Catanzaro, passando per Crotone e concludendosi a Soveria Mannelli. L'obiettivo centrale è stato l’umanizzazione delle cure: integrare l'arte nel sistema sanitario per alleviare lo stress e migliorare l'esperienza ospedaliera. ​La musica riesce a trasmettere bellezza e speranza, è un linguaggio universale che può rendere un po’più sopportabile il dolore e offrire benessere non solo ai degenti e ai loro familiari, ma anche al personale sanitario quotidianamente impegnato in prima linea.


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