






La musica come linguaggio universale, il cinema come occasione di riflessione, la cultura come strumento di crescita personale e inclusione. È questo il significato delle due giornate che la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro ha ospitato il 10 e l’11 giugno nell’ambito della 32ª edizione della Festa della Musica, manifestazione nazionale che quest’anno ha scelto come tema “La Voce dei Luoghi”.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Promocultura ETS, presieduta dal professor Tommaso Rotella, in collaborazione con la direzione dell’istituto penitenziario guidata dalla dottoressa Patrizia Delfino, che da tempo sostiene attività culturali e formative rivolte alla popolazione detenuta.
Due appuntamenti diversi per linguaggio e contenuti, ma accomunati dalla volontà di offrire momenti di partecipazione, confronto e valorizzazione delle persone attraverso l’arte.
Il cinema e la riflessione con “Musiche per i Corti”
La prima giornata, mercoledì 10 giugno, si è svolta nel Teatro della Casa Circondariale con “Musiche per i Corti”, incontro dedicato al rapporto tra immagini, musica e narrazione.
Protagonisti dell’iniziativa sono stati il Maestro Antonio Fresa, compositore, pianista e direttore d’orchestra, e Davide Rotella, docente e musicoterapeuta in formazione presso il Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia.
Durante l’incontro sono stati proiettati quattro cortometraggi – 2054, Piccoli Passi, Viola e Ronzio – scelti per affrontare temi universali quali identità, fragilità, scelte personali e ricerca di sé. Dopo ogni proiezione si è sviluppato un dialogo aperto con i detenuti presenti, chiamati a condividere impressioni, emozioni e interpretazioni.
Più che una lezione di cinema, l’appuntamento si è trasformato in un momento di confronto partecipato, nel quale immagini e colonne sonore hanno stimolato riflessioni profonde e personali. L’approccio adottato dai relatori ha favorito il coinvolgimento diretto del pubblico, trasformando la visione in un’esperienza di dialogo e ascolto reciproco.
Mimmo Cavallaro e i suoni del mondo
Completamente diversa l’atmosfera della seconda giornata, giovedì 11 giugno, caratterizzata da un clima di festa e condivisione.
Sul palco del teatro dell’istituto è salito Mimmo Cavallaro, tra i più apprezzati interpreti della musica popolare calabrese, accolto con grande entusiasmo dai presenti.
Momento centrale della mattinata è stata però l’esibizione dei partecipanti al progetto “Incontri con la Musica: Suoni e Racconti dal Mondo”, coordinato dal Maestro Andrea Bressi. I corsisti, provenienti da circa trenta Paesi diversi, hanno presentato un repertorio capace di intrecciare tradizioni musicali, lingue e culture differenti, offrendo una significativa testimonianza del valore inclusivo della pratica musicale.
Alla manifestazione hanno preso parte la direttrice Patrizia Delfino, il vicedirettore dell’istituto, il comandante della Polizia Penitenziaria e gli operatori dell’area educativa, che hanno assistito alle esibizioni insieme agli ospiti e ai detenuti coinvolti nel progetto.
L’evento, presentato da Eugenia Ferragina, si è concluso in un clima di forte partecipazione emotiva, confermando come la musica possa diventare un efficace strumento di incontro e condivisione anche in contesti complessi.
L’impegno dell’istituto e di Promocultura
La direttrice Patrizia Delfino ha evidenziato l’importanza delle attività culturali e artistiche all’interno del percorso trattamentale, sottolineando come iniziative di questo tipo contribuiscano a favorire crescita personale, responsabilizzazione e inclusione sociale.
Sulla stessa linea il presidente dell’Associazione Promocultura ETS, Tommaso Rotella, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nel promuovere la cultura anche nei luoghi più delicati del territorio.
«Siamo qui per portare avanti le tradizioni musicali e per scoprire talenti anche all’interno del penitenziario», ha dichiarato Rotella, annunciando l’intenzione di accompagnare i corsisti più promettenti verso percorsi di formazione accademica presso il Conservatorio.
Cultura, partecipazione e futuro
Le due giornate organizzate alla Casa Circondariale “Ugo Caridi” hanno rappresentato molto più di un semplice evento celebrativo. Attraverso il cinema, la musica e il dialogo, detenuti, operatori e ospiti hanno condiviso esperienze capaci di creare relazioni, valorizzare le differenze culturali e promuovere nuove forme di partecipazione.
In questo contesto, il tema della Festa della Musica 2026 – “La Voce dei Luoghi” – ha trovato una delle sue espressioni più significative proprio all’interno del carcere catanzarese, dove la cultura ha dimostrato ancora una volta di poter abbattere barriere, creare opportunità e restituire centralità alle persone.
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