La nuova preside del Convitto "P. Galluppi", Cinzia Scozzafava, parla del suo progetto di "rinascita e identità" della scuola

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Cinzia Scozzafava
  04 settembre 2019 17:17

di TERESA ALOI

Quarantacinque anni, catanzarese. Una laurea in Lingua e letteratura straniera. Cinzia Scozzafava è la nuova preside del  Convitto nazionale "P. Galluppi", quello  scrigno  di storia e tradizioni.  Quello scrigno che trasuda, in ogni sua classe, in ogni suo muro,  tutta la storia culturale di Catanzaro. 

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Il 2 settembre ha "preso possesso" della scuola. Si mostra  "orgogliosa e onorata". Non nasconde l'entusiasmo tipico delle nuove avventure. 

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Da qualche anno il Convitto Galluppi era guidato da reggenti per via del dimensionamento scolastico. Oggi i numeri premiano: le classi sono piene e, di conseguenza, la scuola  è normodimensionata. In poche parole significa che "ha diritto" al dirigente. E che sopratutto può pensare a progetti a lungo termine. 

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 "Come tutte le situazioni in cui c’è un susseguirsi di dirigenti - spiega Cinzia Scozzafava - mancava una programmazione  che potesse dare alla scuola una visione di ampio respiro. Una visione di scuola, un progetto ampio che potesse favorire la crescita dell'istituto".

Ora tutto sarà diverso e, con ogni probabilità, già dal prossimo anno potrebbe verificarsi la condizione di creare le classi del Liceo Europeo. Quella "sperimentazione" finita all'esame dei giudici amministrativi, poi del Consiglio di Stato che non si è espresso nel merito della questione, ma che si è fermato solo ad un primo livello di  analisi, anche perché i numeri per la formazione di una classe non erano stati raggiunti.  "Anche quest'anno - spiega la preside - e per via della querelle giudiziaria, i numeri non ci sono e, dunque, non è possibile l'avvio della nuova classe".  Il prossimo anno sarà tutto diverso.  

Non parla di primi atti da dirigente,  ma di obiettivi. "L'obiettivo prioritario - sottolinea Cinzia Scozzafava - è far rinascere la scuola, creare un'identità  di scuola e garantire una visione complessiva.   Questo lo si potrà raggiungere favorendo  l’incremento di personale, di tutto il personale, che abita la comunità scuola."

In poche parole bisognerà "lavorare" su quel senso di appartenenza,  presupposto fondamentale per avviare  "una visione unitaria di scuola che possa permettere alla scuola stessa di andare verso obiettivi condivisi, superando gli individualismi,  le logiche dell'io per creare squadra e fare fare gruppo".

Senza dimenticare le famiglie e le istituzioni  in quel  progetto di rinascita tanto "accarezzato" da Cinzia Scozzafava. 

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