Lamezia Europa, Amantea: "Gli atti smentiscono le ricostruzioni dei dissidenti, la transazione 2026 conferma quella del 2024"

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  16 giugno 2026 12:23

"In merito alle recenti dichiarazioni (LEGGI QUI) dei tre consiglieri dissidenti sulla vicenda Lamezia Europa, si rende necessario ristabilire la verità dei fatti sulla base degli atti ufficiali, che appaiono essere stati letti in maniera superficiale o interpretati in modo non corrispondente al loro contenuto.
 
La questione è in realtà molto semplice.
 
La sentenza n. 283/2024 del Tribunale di Lamezia Terme riguarda esclusivamente i canoni relativi alle annualità 2010-2014 e riconosce al Comune un credito pari a euro 147.159,80, oltre interessi e spese legali.
 
La transazione approvata nel 2024 prevedeva il pagamento integrale di tale importo.
 
Non era prevista alcuna rinuncia.
 
Non era previsto alcuno sconto.
 
Non era prevista alcuna riduzione.
 
Al contrario, la società si impegnava a corrispondere entro il 30 novembre 2024 l'intera somma riconosciuta dal Tribunale, oltre alle spese legali liquidate in sentenza, rinunciando altresì all'impugnazione.
 
Questo significa che il Comune avrebbe riscosso integralmente il credito giudizialmente accertato già nel 2024.
 
Si tratta di un elemento fondamentale che viene sistematicamente omesso nelle ricostruzioni diffuse dai dissidenti.
 
Diversa e del tutto autonoma era invece la questione relativa alle annualità successive, dal 2015 al 2024.
 
Per tale periodo il Comune aveva quantificato una pretesa economica pari a euro 294.319,60.
 
Tale importo, tuttavia, non era stato riconosciuto da alcuna sentenza e non costituiva un credito definitivamente accertato.
 
Per ottenere il riconoscimento di quelle somme sarebbe stato necessario promuovere un nuovo giudizio, con tempi inevitabilmente lunghi, costi aggiuntivi, ulteriori gradi di giudizio e tutte le eccezioni che la controparte avrebbe potuto sollevare, comprese quelle relative alla prescrizione di parte delle annualità richieste.
 
È proprio in considerazione di tali rischi che la transazione del 2024 prevedeva la definizione di quella posizione mediante il pagamento di euro 206.023,72.
 
La differenza di circa 88 mila euro, quindi, non riguardava in alcun modo il credito riconosciuto dal Tribunale per gli anni 2010-2014, ma esclusivamente una diversa partita relativa agli anni 2015-2024, ancora tutta da accertare in giudizio.
 
Confondere queste due questioni significa alterare il contenuto degli atti.
 
Ancora più singolare appare il fatto che la recente transazione venga oggi utilizzata come argomento contro quella del 2024.
 
La nuova definizione, infatti, riguarda proprio il credito derivante dalla sentenza relativo alle annualità 2010-2014.
 
In altre parole, gli stessi documenti richiamati dai dissidenti confermano il presupposto fondamentale della transazione del 2024: il credito certo e giudizialmente accertato era quello relativo al periodo 2010-2014.
 
I fatti, pertanto, sono molto diversi dalla narrazione che si tenta di accreditare.
 
Nel 2024 il Comune avrebbe incassato integralmente il credito riconosciuto dal Tribunale già entro il mese di novembre dello stesso anno.
 
La riduzione contestata dai dissidenti riguardava invece annualità diverse, non coperte da alcuna sentenza e soggette ai rischi di un nuovo contenzioso.
 
Alla luce di tutto ciò, appare legittimo interrogarsi sulla fondatezza delle critiche mosse negli ultimi mesi e sulla reale comprensione degli atti amministrativi richiamati nei comunicati diffusi.
 
La discussione politica è sempre legittima.
 
Meno legittimo è utilizzare documenti ufficiali sostenendo tesi che gli stessi documenti finiscono per smentire.
 
Per questa ragione riteniamo doveroso invitare tutti ad un confronto serio, basato sulla lettura integrale degli atti e non su interpretazioni parziali che rischiano soltanto di generare confusione tra i cittadini".
Lo afferma in una nota Galdino Amantea.
 


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