Lamezia, il messaggio del vescovo per la Quaresima: "Il primo impegno concreto consiste nel ritornare al Signore"

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Il Vescovo di Lamezia, monsignor Serafino Parisi

  18 febbraio 2026 09:53

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio che il Vescovo di Lamezia, monsignor Serafino Parisi, ha inviato alla Diocesi.

di mons. SERAFINO PARISI*

Ai carissimi sacerdoti, religiose e religiosi, diaconi e al diletto popolo di Dio della Chiesa diocesana di Lamezia Terme, gioia e pace!

 In occasione dell'inizio del tempo di Quaresima, occasione favorevole, tempo di grazia e di conversione (Kairòs) per tutto il santo popolo di Dio e in modo particolare per noi pastori, vi saluto con la provocazione iniziale dell'evangelista Marco - quella che egli pone sulle labbra di Gesù, il Cristo atteso, dopo aver annunciato a tutti che Egli è l'archè, il principio del Vangelo, l'annunciatore e il contenuto proclamato, il Figlio di Dio e fratello nostro - con la quale invita gli uomini dicendo: "Convertitevi e credete nel Vangelo" (Marco 1,15). Qui siamo invitati a fondare la nostra vita sulla roccia stabile della fedeltà misericordiosa e appassionata di Dio.

 Il primo impegno concreto, dunque, che riguarda mente e cuore, consiste nel ritornare al Signore, riposizionando la nostra esistenza su colui che è Dio della vita e della gioia.

Come sacerdoti, siamo chiamati a essere i primi a rispondere all'invito di Gesù a convertirci e a credere al Vangelo e così dare testimonianza ed essere sprone per tutto il popolo affidato alla nostra guida, attualizzando il messaggio della Sacra Scrittura che, con il profeta Gioele, ci dice: "Convertitevi a me - dice il Signore - con tutto il vostro cuore, con digiuno, pianto e lamento" (Gioele 2,12).

 Questo è il grido che deve risuonare nella nostra Chiesa, un "urlo" che ci invita a tornare a Dio con tutto il nostro cuore, a lasciare le nostre debolezze e i nostri peccati, per lasciarci abbracciare dalla misericordia e dall'amore di Dio.

 La Quaresima sia, dunque, ciò che già è da sempre: un tempo di rinuncia, ma anche di gioia, perché è un'occasione di incontro con Dio, un tempo di conversione e di trasformazione.

È un tempo propizio per rinnovare la nostra fede, per rafforzare la nostra speranza e per accendere e far crescere la nostra carità.

In modo particolare, noi sacerdoti siamo chiamati a guidare il popolo a noi consegnato - direi "donato e offerto" alla nostra cura pastorale - sulla strada della conversione e della santità. Siamo chiamati a essere - per dirla in modo classico - i dispensatori generosi dei misteri di Dio, a offrire il pane della vita e il vino della salvezza.

Ma, per fare questo, dobbiamo essere aperti e disponibili noi stessi al rinnovamento e alla conversione della mente, del cuore e della vita. Dobbiamo essere i primi a rispondere alla proposta di Gesù, a prendere la nostra croce e a seguirlo.

 Ecco l'invito ai sacerdoti e a tutto il popolo santo di Dio: "valorizziamo" il tempo santo della Quaresima per ritornare al Signore, alla Sua Parola di salvezza e al Suo amore di Padre, per rinnovare la nostra vita, per rafforzare la nostra fede, per accendere la nostra carità, per costruire accoglienti e sincere relazioni di pace.

 Preghiamo gli uni per gli altri, affinché tutti possiamo essere fedeli alla nostra vocazione imboccando e percorrendo fino in fondo la strada della salvezza: al di là del deserto, oltre il Venerdì santo, troveremo ad attenderci il Cristo morto e risorto per tutti.

 Con animo benedicente vi abbraccio.

 

*Vostro, + d. Serafino Parisi


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