di FRANCESCO MAZZA*
In Calabria, e a Catanzaro in particolare, si parla spesso di spopolamento. Interi quartieri si svuotano, i borghi storici si consumano nel silenzio, le nuove generazioni cercano altrove opportunità che qui sembrano negate.
Davanti a questo scenario, la risposta non può essere continuare a costruire ex-novo, consumando ulteriore suolo, ma piuttosto ripensare, trasformare e rigenerare l’esistente CONSULTA LA PAGINA INSTAGRAM
Un cambio di paradigma necessario
Come architetti non possiamo limitarci a progettare “nuove case”, ma dobbiamo avere il coraggio di proporre un cambio di visione: il suolo non è un bene infinito da consumare, ma una risorsa preziosa da curare.
Ogni edificio abbandonato, ogni spazio urbano dimenticato, ogni quartiere privo di servizi rappresenta un’occasione per ridare vita alla città.
Secondo uno studio di McKinsey & Company, entro il 2030 potrebbero servire tra i 70 e gli 80 milioni di ettari agricoli in più per soddisfare la domanda globale di cibo, energia e materiali. Tuttavia, circa il 60% di questa espansione potrebbe essere evitata grazie a misure come l’aumento delle rese e la riconversione di terreni degradati.
Se a livello globale il consumo di nuovo suolo agricolo mette a rischio la sicurezza alimentare, a livello locale diventa ancora più urgente limitare l’espansione edilizia e puntare sulla rigenerazione.
Costruire meno, costruire meglio
La vera sfida non è quante nuove volumetrie possiamo immettere sul territorio, ma come rendere più vivibili, sostenibili e attrattivi gli spazi che già abbiamo.
Una scuola inutilizzata può diventare un centro culturale.
Un capannone dismesso può ospitare coworking o laboratori artigianali.
Un appartamento vuoto può trasformarsi in una casa per giovani coppie o studenti o un edifico storico che cade a pezzi riqualificarlo e renderemo abitabile.
Così non solo preserviamo il paesaggio, ma stimoliamo nuove economie e socialità.
Rigenerare significa anche scegliere materiali sostenibili e locali: legno, pietra, intonaci naturali, finiture della tradizione reinterpretate in chiave contemporanea. Usare ciò che la Calabria offre rafforza l’identità locale e crea filiere virtuose LEGGI IL LIBRO “L’ARCHITETTO SUL COMÒ”
La città come organismo da curare
Catanzaro e i centri calabresi non possono più aspettare grandi processi di sviluppo calati dall’alto, che spesso escludono le aree interne. La vera forza sarà nella micro-trasformazione diffusa, nell’attenzione quotidiana ai luoghi che abitiamo.
Il PSC – Piano Strutturale Comunale di Catanzaro dovrebbe diventare il motore di questo processo: non un documento statico, ma un progetto vivo che orienti il futuro verso la rigenerazione e la riduzione del consumo di suolo.
Una chiamata ai colleghi architetti
Questo è un appello: smettiamo di pensare al suolo solo come terreno edificabile.
Abbiamo la responsabilità di guidare la trasformazione, proporre soluzioni che riducano il consumo di suolo e aprano a nuovi modi di abitare.
Non è solo tecnica, è etica: costruire meno, costruire meglio. Progettare luoghi che non siano solo muri, ma spazi di vita e comunità.
Punti chiave per Catanzaro
Per rendere questa visione realtà servono azioni concrete:
Ridurre drasticamente il consumo di suolo, privilegiando il riuso.
Attuare il PSC con coraggio, spostando il focus dalla quantità alla qualità urbana.
Incentivare chi recupera edifici e spazi abbandonati.
Scegliere materiali sostenibili e locali.
Creare spazi multifunzionali che attraggano giovani, famiglie e nuove attività.
Un futuro possibile
Rigenerare l’esistente significa contrastare lo spopolamento, restituire senso ai quartieri, offrire opportunità ai giovani. Significa ridare identità a Catanzaro e alla Calabria.
La trasformazione è già nelle nostre mani: architetti, amministratori, cittadini. Serve visione, coraggio e una nuova etica del progetto.
Perché il futuro della Calabria non si costruisce altrove:
si rigenera qui, a partire da ciò che abbiamo già, con materiali che parlano la lingua del nostro territorio
*architetto
Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019.
Direttore responsabile: Enzo Cosentino. Direttore editoriale: Stefania Papaleo.
Redazione centrale: Via Cardatori, 9 88100 Catanzaro (CZ).
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Aruba S.p.a.
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 0961 873736