
«Calabria ultima. Checché ne dica la propaganda della maggioranza, i dati del Ministero della Salute sul monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza parlano da soli: la nostra regione è il fanalino di coda d'Italia, ultima per punteggio complessivo e unica a non raggiungere nemmeno la sufficienza nell'assistenza territoriale. Purtroppo, ancora una volta, siamo ultimi. E non lo dice l'opposizione: lo certifica la pagella ufficiale dello stesso Governo amico di questa maggioranza».
È quanto afferma il consigliere regionale, Enzo Bruno, Capogruppo di “Tridico Presidente”.
«Dopo sette anni di governo del centrodestra in Calabria, questo risultato ha responsabili politici precisi. E la responsabilità è ancora più grave se si considera che il presidente Occhiuto ha concentrato su di sé ogni potere: presidente della Regione, commissario per il piano di rientro dal debito sanitario, commissario per l'edilizia ospedaliera. Pieni poteri, nessun alibi. Eppure i calabresi continuano a fare la valigia per curarsi altrove, tra pronto soccorso al collasso, liste d'attesa infinite e reparti senza personale», rimarca Bruno.
«Bene ha fatto l'europarlamentare Pasquale Tridico a evidenziare la necessità che il presidente riferisca in Consiglio regionale, dati alla mano, sullo stato della sanità calabrese. Lo ringrazio – evidenzia ancora il consigliere regionale - per quanto sta facendo per la Calabria da Bruxelles e per gli stimoli, sempre costruttivi, che continuamente offre all'opposizione e alla stessa Giunta regionale: sia sulla sanità, sia per quanto concerne il Fondo di solidarietà europeo dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito la nostra regione, per la cui attivazione si è speso personalmente con la presidente Ursula von der Leyen, ma che incredibilmente non trova sponda proprio in Calabria».
«Peccato – scrive infine Bruno - che la maggioranza non abbia la stessa sensibilità di Tridico, dimostrandosi invece chiusa nel proprio recinto, senza visione e preoccupata solo di aumentare le poltrone, in spregio alle regole democratiche e al buon senso: di fronte ai veri problemi della Calabria e al disastro certificato dai numeri, esulta e parla di risultati positivi. È l'ennesima prova di un'arroganza che non aiuta la Calabria: chi governa non ascolta, respinge sistematicamente le proposte di una minoranza sempre propositiva e costruttiva, nell'esclusivo interesse dei cittadini».
«Basta autocelebrazioni: la Calabria ha bisogno di serietà e non di propaganda, ha bisogno di ascolto, umiltà e di un radicale cambio di rotta», conclude il consigliere regionale.
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