
"Ventisei presunte violazioni, strutture balneari a ridosso dei binari e possibili rischi per la sicurezza ferroviaria: è questo il quadro denunciato dall’Associazione Legalità Democratica, che ha presentato un esposto a Rete Ferroviaria Italiana sul tratto tirrenico cosentino. Nel mirino finiscono lidi, pedane e cabine realizzati — secondo quanto segnalato — in violazione della fascia di rispetto prevista dalla legge.
L’art. 49 del D.P.R. 11 luglio 1980 n. 753 vieta infatti costruzioni a meno di 30 metri dalla linea ferroviaria, proprio per evitare pericoli alla circolazione dei treni e garantire l’incolumità pubblica. L’area più critica sarebbe quella compresa tra Paola e Scalea, dove sono state individuate circa 26 strutture potenzialmente irregolari. Da qui la richiesta di interventi immediati: sopralluoghi, verifiche tecniche e, se necessario, demolizioni. Dopo l’esposto, arriva una prima risposta.
L’Ing. Giuseppe Marta, Direttore della Direzione Operativa Infrastrutture Territoriale di Reggio Calabria per Rete Ferroviaria Italiana, ha confermato l’avvio delle verifiche. “Segnalazione meritevole di attenzione: sono già in corso accertamenti sulla regolarità delle strutture e sul rispetto delle norme di sicurezza ferroviaria”, viene sottolineato. E l’avvertimento è chiaro: in caso di irregolarità accertate, potrebbero scattare provvedimenti anche di natura legale".
Lo si legge in una nota del presidente dell’Associazione Legalità Democratica, l’avvocato Maximiliano Granata.
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