Maltempo, Tim e Telecontact negano smart working: la rabbia di Potere al popolo Catanzaro "La vita di un lavoratore non conta nulla"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Maltempo, Tim e Telecontact negano smart working: la rabbia di Potere al popolo Catanzaro "La vita di un lavoratore non conta nulla"


  20 gennaio 2026 17:34

"E’ risaputo che la Protezione Civile della Regione Calabria ha diramato l’allerta meteo di livello Rosso per i giorni 20 e 21 gennaio 2026. Le organizzazioni sindacali chiedono a TIM e TELECONTACT di consentire ai lavoratori di svolgere l'attività lavorativa in modalità agile, il cosiddetto smart working, per garantire la loro incolumità e sicurezza". Lo scrive Potere al popolo Catanzaro.

"TIM e TELECONTACT negano questa possibilità, nonostante la normativa attuale preveda questa modalità lavorativa, in presenza di una Azienda che dovrebbe essere leader in questo settore in Italia. Per lor signori non contano nulla le prescrizioni della Protezione Civile e le raccomandazioni delle autorità locali (come è avvenuto anche nel comune di Catanzaro), costringendo centinaia di lavoratrici e di lavoratori a mettersi in viaggio dall’intera provincia di Catanzaro verso il capoluogo, nonostante le frane che hanno investito numerose strade provinciali e gli allagamenti che hanno colpito l’intero sistema viario della Calabria".

"Per lor signori la vita di un lavoratore non conta nulla, conta solamente il profitto. E se poi ci scappa il morto, sono già 8 le vittime accertate sul lavoro dall’inizio dell’anno, scatta, come sempre in questi casi, il pianto ipocrita dell'indignazione di facciata nei confronti dei morti sul lavoro in Italia. Rimane però il contrasto tra le reazioni pubbliche di cordoglio e la persistente assenza di azioni strutturali e preventive efficaci per impedire queste morti. Anche in questa occasione, intendiamo rivendicare che non ci basta più denunciare questa negazione dei diritti dei lavoratori o del lavoro nero. Per Potere al Popolo serve un mercato del lavoro fondato su diritti, stabilità e retribuzioni dignitose. Un piano straordinario per il Sud deve eliminare il ricatto del precariato, combattere l’illegalità diffusa e imporre il rispetto dei contratti collettivi, con un grande investimento pubblico nell’occupazione stabile, nella scuola, nella sanità e nella riconversione ecologica. Serve una rottura netta con un sistema che genera profitto per pochi e miseria per tanti. Vogliamo diritti, lavoro, sanità e giustizia sociale. Ora" 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.