Mare, Montuoro: “Sui fenomeni osservati lungo le coste parlino i dati, rafforzati controlli e capacità di intervento”

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  10 agosto 2026 20:51

“Sul mare dobbiamo avere un approccio rigoroso: ogni segnalazione merita attenzione, ma sono i controlli e le analisi a dirci se siamo in presenza di un problema ambientale o sanitario. I risultati comunicati da ARPACAL rappresentano, quindi, un elemento importante di chiarezza per cittadini, turisti e operatori”.

 È quanto dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, commentando gli esiti delle attività svolte da ARPACAL in questi giorni lungo la costa tirrenica calabrese, interessata dalla presenza localizzata di schiume e chiazze superficiali.

 L’Agenzia regionale ha chiarito che fenomeni apparentemente simili possono avere origini differenti e che la presenza di schiume o chiazze non costituisce automaticamente un indice di inquinamento. Per questo la valutazione viene effettuata attraverso osservazioni sul campo, campionamenti e analisi di laboratorio.

 “Un dato particolarmente significativo – sottolinea Montuoro – arriva dai campionamenti effettuati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante: i parametri microbiologici analizzati sono risultati conformi ai limiti di legge. È un risultato che consente di ricondurre i fenomeni osservati alle dinamiche naturali dell’ambiente marino”.

Secondo l’assessore, il lavoro svolto in questi giorni conferma anche l’utilità della strategia messa in campo dalla Regione Calabria per rafforzare il presidio del mare.

 “Abbiamo voluto aumentare concretamente la capacità di osservazione e di intervento sul territorio. Battelli, droni acquatici, laboratorio mobile e squadre tecniche consentono oggi di essere presenti lungo la costa, verificare direttamente le segnalazioni e produrre rapidamente dati scientificamente affidabili. È questo il modello che vogliamo consolidare: più presenza sul campo, più tecnologia, più conoscenza e maggiore trasparenza”.

 Montuoro richiama, al tempo stesso, la necessità di non abbassare l’attenzione sulle pressioni antropiche: “Dire che un determinato fenomeno visibile non è indice di contaminazione microbiologica non significa sostenere che non esistano criticità da affrontare. Depurazione, scarichi, corsi d’acqua e corretta gestione dei rifiuti restano priorità sulle quali la Regione sta lavorando. Proprio per questo è essenziale distinguere le diverse situazioni sulla base delle evidenze, individuando le cause reali e concentrando gli interventi dove sono effettivamente necessari”.

“La tutela del mare – conclude l’assessore – non si realizza attraverso allarmismi né minimizzando i problemi. Si realizza attraverso controlli, dati pubblici, prevenzione e interventi sulle fonti di pressione. La scelta della Regione è quella di investire sempre di più su questo modello, mettendo la conoscenza scientifica a disposizione delle istituzioni e soprattutto dei cittadini”.

 ARPACAL continuerà gli approfondimenti chimici e biologici e pubblicherà gli aggiornamenti nella sezione dedicata alla balneazione del proprio sito istituzionale. Gli stessi dati sono direttamente consultabili anche tramite l’app Calabriambiente.