Maria Tropea (IDM): "Il risveglio amaro del Golfo: tra sogni turistici e l’incubo della Bandiera Nera"

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images Maria Tropea (IDM): "Il risveglio amaro del Golfo: tra sogni turistici e l’incubo della Bandiera Nera"


  12 aprile 2026 16:43

"Mentre il sole torna a scaldare la piana e l’odore del mare comincia a risvegliare nei cittadini di Lamezia Terme quella voglia viscerale di spiaggia e libertà, c'è un rumore che stona con il fermento degli stabilimenti balneari. Non è il suono dei motori delle attività turistiche, che pure sono già pronti a ruggire in vista della stagione, ma il silenzio assordante di una programmazione che, ancora una volta, sembra essere rimasta al palo.

C’è chi sogna di immergersi nelle acque del Golfo di Sant’Eufemia e chi, con fatica e coraggio, prepara le strutture per accogliere i visitatori. Ma la doccia fredda è arrivata prima del primo tuffo: la scoperta di scarichi abusivi e acque inquinate a pochi passi dalla battigia ci riporta bruscamente alla realtà. Davvero possiamo ancora credere che "una rondine faccia primavera"? O peggio, possiamo permetterci il lusso di sperare che la natura, da sola, possa curare le ferite e i veleni che l'uomo continua a sversare nel mare?

La risposta è un "no" categorico. La natura non ha il dono dell'auto-rigenerazione istantanea di fronte all'incuria umana, e il mare non può essere considerato una pattumiera infinita che nasconde i nostri errori sotto il tappeto blu delle onde.

Ciò che lascia attoniti è l’atteggiamento dell’attuale amministrazione comunale. Invece di una mobilitazione generale, ci troviamo di fronte a un’inerzia che preoccupa. Ci chiediamo: quale task force è stata realmente messa in campo per evitare che, tra pochi mesi, il nostro litorale si trovi a sventolare la "bandiera nera" dell'inquinamento invece di quella dell'eccellenza?

Mentre a Lamezia si rincorrono le emergenze e si risponde con interventi tardivi a sequestri e denunce, basta guardare poco lontano per vedere realtà che si muovono diversamente. Ci sono comuni che hanno iniziato a "preparare l'estate" in autunno, monitorando ogni singolo metro di condotta fognaria, sigillando gli scarichi abusivi con tolleranza zero e investendo in sistemi di depurazione all'avanguardia. Lì, la stagione turistica non è una scommessa con la fortuna, ma il risultato di una strategia.

A Lamezia, invece, si ha la sensazione di navigare a vista. Non si può pretendere che gli imprenditori del settore turistico facciano miracoli se le istituzioni non garantiscono il bene primario: un mare pulito. L'inerzia di oggi è il fallimento di domani. Se non si agisce ora sui collettori, se non si avvia una sorveglianza capillare sui canali e non si sanziona chi avvelena il nostro golfo, la stagione 2026 sarà ricordata come l'ennesima occasione persa.

Non servono promesse elettorali o rassicurazioni di facciata. Serve che l'amministrazione si svegli dal torpore e dimostri, con i fatti e non con i comunicati, di avere a cuore il futuro di questa città. Il mare è la nostra risorsa più grande; continuare a ignorarne lo stato di salute significa condannare Lamezia a un isolamento turistico che non merita".

Lo scrive Maria Felicia Tropea (IDM Terra dei due Mari).


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