Marina Resort, Gaglianese: "La legalità vince se le istituzioni non si voltano dall'altra parte"

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  03 novembre 2026 23:19

"Ci sono battaglie che non si possono abbandonare. Ci sono imprenditori che non possono essere lasciati soli. E ci sono momenti in cui la perseveranza, il coraggio e la determinazione riescono finalmente a trasformare una lunga stagione di ostacoli in una concreta prospettiva di riscatto. Oggi è uno di quei momenti". A scriverlo è il presidente dell'associazione culturale "La Tazzina della Legalità", Sergio Gaglianese. 

"Dopo 26 anni e 20 giorni, il progetto del Marina Resort Porto Santa Venere a Vibo Marina compie un passaggio decisivo: sono stati sottoscritti i nuovi atti di concessione demaniale che consentono di dare finalmente una prospettiva concreta a un investimento di circa 27 milioni di euro, con 300 posti barca e una ricaduta occupazionale stimata tra i 200 e i 250 posti di lavoro, tra occupazione diretta e indotto.
Non è soltanto una firma. È molto di più. È una risposta. È un segnale. È una vittoria della perseveranza e della fiducia nelle istituzioni.

Come presidente dell'associazione culturale  La Tazzina della Legalità, non nascondo la mia profonda emozione e il mio orgoglio. Abbiamo seguito questa vicenda, ci siamo esposti, abbiamo sollecitato, incontrato interlocutori istituzionali e portato avanti una battaglia che, in alcuni momenti, sembrava non avere sbocchi.
Mi ero fatto una promessa: non avrei taciuto fino a quando non fossimo arrivati al traguardo. E quella promessa l'abbiamo mantenuta.

Desidero rivolgere un ringraziamento pubblico, sincero e particolare al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Il 14 ottobre scorso, durante l'incontro alla Cittadella regionale, al quale ho partecipato insieme a Francesco Cascasi, abbiamo rappresentato direttamente al presidente gli ostacoli che continuavano a impedire il pieno decollo dell'investimento. In quella circostanza il presidente Occhiuto non si è limitato ad ascoltare. Si è attivato concretamente, assumendo un'iniziativa istituzionale che si è rivelata fondamentale per imprimere un'accelerazione alla soluzione della vicenda.

Oggi, alla luce del risultato raggiunto, sento il dovere di riconoscere pubblicamente il valore di quell'intervento e di ringraziarlo. Quando chi ricopre responsabilità istituzionali sceglie di ascoltare, approfondire e agire concretamente, le istituzioni tornano a essere un punto di riferimento per i cittadini e per chi fa impresa nel rispetto delle regole.

Un ringraziamento va naturalmente anche all'Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, al presidente Paolo Piacenza e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato.
Ma c'è una persona alla quale oggi voglio dedicare un pensiero particolare: Francesco Cascasi. Un imprenditore che, nonostante le vicissitudini, gli ostacoli, le intimidazioni e le difficoltà affrontate nel suo percorso, non ha smesso di crederci. Un uomo che ha continuato a combattere quando sarebbe stato molto più semplice arrendersi, quando il peso delle difficoltà avrebbe potuto indurlo ad abbandonare tutto. Ha denunciato, ha resistito, ha perseverato. E troppo spesso ha avuto la sensazione di essere lasciato solo. Oggi non voglio celebrare soltanto un investimento imprenditoriale. Voglio rendere omaggio alla dignità di un uomo che ha scelto di non arretrare. Perché uno Stato che chiede agli imprenditori di denunciare e di opporsi alla criminalità organizzata deve poi dimostrare di saperli accompagnare, sostenere e tutelare concretamente. Non possiamo chiedere coraggio ai cittadini e poi lasciarli soli davanti alle difficoltà. Non possiamo celebrare i testimoni di giustizia, gli imprenditori che denunciano e le vittime della criminalità organizzata soltanto nelle occasioni ufficiali. La vicinanza deve tradursi in fatti, risposte e opportunità.

Ed è proprio questo il messaggio che, come La Tazzina della Legalità, vogliamo consegnare alla Calabria. Questa vicenda dimostra che quando si crea una vera sinergia tra mondo associativo, società civile e istituzioni, quando la politica esercita responsabilmente il proprio ruolo e quando esiste la volontà di affrontare anche le questioni più difficili, è possibile produrre risultati concreti e contribuire a contrastare gli spazi di condizionamento della criminalità organizzata. Oggi a Vibo Marina cambia il paradigma.

Per troppo tempo abbiamo raccontato una Calabria costretta a inseguire le emergenze, a celebrare le sconfitte, a commemorare le vittime e a prendere atto delle occasioni perdute. Noi vogliamo raccontare un'altra Calabria. Quella che reagisce, che costruisce, che non si rassegna, che restituisce fiducia a chi investe onestamente e che non considera inevitabile la solitudine di chi denuncia. Da Vibo Marina parte la matrice della #RIDESTANZA.

Non una parola di circostanza, ma un percorso culturale e civile. Un cambio di mentalità. La consapevolezza che il contrasto alla 'ndrangheta non si esaurisce nelle indagini e nelle operazioni giudiziarie, pur indispensabili, ma passa anche dalla capacità di creare lavoro, sviluppo, opportunità e condizioni affinché la criminalità organizzata non possa continuare a esercitare il proprio potere attraverso il bisogno, la paura e l'isolamento.

Ecco perché i 27 milioni di euro di investimento e i 200-250 posti di lavoro potenziali hanno un significato che va ben oltre i numeri. Rappresentano un'opportunità per un territorio, una prospettiva per tante famiglie e un messaggio per chi vuole fare impresa senza piegarsi a logiche criminali.

La Tazzina della Legalità non è un'associazione che si limita a organizzare eventi, presentare libri o partecipare alle commemorazioni. Rispettiamo profondamente la memoria, ma crediamo che la memoria debba generare responsabilità.

Non siamo nati per applaudire dalle prime file. Siamo nati per stare accanto a chi combatte, anche quando le battaglie sono scomode, anche quando esporsi comporta responsabilità personali, anche quando sarebbe più conveniente tacere. Non cerchiamo medaglie, riconoscimenti o visibilità. Cerchiamo risultati. E quando un risultato arriva, abbiamo il dovere di raccontarlo, di riconoscere chi ha contribuito a raggiungerlo e di indicare una strada che possa essere percorsa anche altrove. Oggi possiamo dire che ne è valsa la pena.

A Francesco Cascasi dico: non hai mollato, hai continuato a crederci e oggi puoi guardare a questo traguardo con l'orgoglio di chi non si è arreso. Al presidente Occhiuto dico: grazie per avere ascoltato e per essersi attivato concretamente. Le istituzioni si giudicano anche dalla capacità di dare risposte quando i cittadini e gli imprenditori ne hanno più bisogno. E alla Calabria vogliamo dire una cosa, con tutta la forza di cui siamo capaci: NON DOBBIAMO PIÙ ABITUARCI ALLA RESISTENZA. DOBBIAMO COMINCIARE A PRETENDERE LA RIDESTANZA. Perché la legalità non deve soltanto essere proclamata. Deve diventare sviluppo, lavoro, libertà e futuro". 

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