Maternità, la Calabria tra resilienza demografica ed emergenza servizi: il commento di CISL al dossier "Save the Children"

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Il rapporto 2026 "Le equilibriste" di Save the Children

  07 maggio 2026 12:33

Dichiarazione congiunta del segretario generale CISL Calabria Giuseppe Lavia e della segretaria regionale CISL Calabria Antonella Zema:

"L’XI edizione del Dossier "Le Equilibriste" di Save the Children fotografa un'Italia a due velocità, dove la Calabria emerge come un territorio di profondi contrasti: se da un lato la regione mostra alcuni segnali di miglioramento, dall'altro sconta forti criticità sul fronte dei servizi all'infanzia e delle opportunità lavorative per le madri.

Da un punto di vista della natalità, la Calabria "resiste" al calo nazionale, con dati più alti della media nazionale.

Tuttavia, questo dato positivo è minacciato dal fenomeno dell'emigrazione, della fuga dal Sud, per cui molte giovani donne istruite lasciano il Mezzogiorno per formare famiglia al Nord o all'estero, dove le condizioni di welfare sono più favorevoli. 

In Calabria, registriamo, in base ai dati del rapporto, un aumento del tasso di occupazione delle donne con figli minori che sale dal 39,8 al 43,4 e una riduzione lieve del part time involontario.

Ma, sul versante dei servizi per l'infanzia, si confermano divari storici.

Il divario più allarmante riguarda i servizi educativi 0-2 anni. A fronte di una media italiana di presa in carico sullo 0-2 anni del 18,5%, la Calabria si ferma ad un drammatico 5,9%, con una offerta sui nidi troppo debole che impedisce di fatto alle madri la conciliazione tra vita familiare e professionale".

“Questo deficit strutturale - secondo Antonella Zema - è una barriera enorme che ostacola la partecipazione delle donne al mercato del lavoro dopo la nascita del primo figlio. Ancora una volta la scelta fra famiglia o lavoro! I dati sulla Calabria ci dicono che il desiderio di avere figli resiste più che altrove, ma restano troppi ritardi sui servizi. Offrire solo il 5,9% di presa in carico nei nidi, significa negare alle donne il diritto al lavoro e ai bambini il diritto all'educazione precoce”.

“Il PNRR – dichiara Giuseppe Lavia – ha finanziato tanti asili nido in corso di realizzazione. Ma queste strutture devono aprire e funzionare. E’ un tema che deve essere al centro dell'agenda politica regionale. Insieme al sostegno di nuove misure di conciliazione vita lavoro e di contrasto al part time involontario che resta troppo alto. Serve sostenere una contrattazione aziendale e territoriale che rafforzi strumenti come lo smart working e le misure di conciliazione”.


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