
Calabria e Alto Adige non sono mai state così vicine. Separate da oltre 1.200 chilometri, l’una distesa lungo la costa jonica appena 5 metri sopra il livello del mare, l’altra circondata dalle Alpi, Cirò, Cirò Marina e Merano s’incontrano e si fondono nel nome del vino, che inevitabilmente ne lega i destini.
Dal 5 all’8 giugno prossimi il Merano WineFestival torna in Calabria per il secondo anno consecutivo rafforzando una sinergia che sarebbe sembrata impossibile solo pochi anni fa. Se la Calabria è riuscita a conquistare la fiducia di Vinitaly e MWF, cioè di due delle principali rassegne enogastronomiche di livello internazionale organizzate in Italia, è grazie all’intraprendenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, che ha convinto Helmut Kocher, fondatore e indiscusso patron della manifestazione altoatesina, uno che nell’ambiente dell’enologia è conosciuto come The Winehunter, il cacciatore di vini, che piantare per quattro giorni le tende in Calabria poteva risultare reciprocamente interessante, perfino conveniente. Da più di trent’anni Kocher è abituato a scoprire nuovi vini per portarli nella sua Merano; Gallo è riuscito a persuaderlo che i fattori si potevano invertire, e la prima edizione ha dimostrato che la sua idea era vincente. Forte dell’esperienza di un anno fa, il programma si è “allungato” da tre a quattro giorni.
Si parte venerdì 5 giugno, presso la Torre Aragonese di Melissa, con una serie di seminari che avranno inizio alle ore 17 e che si concluderanno con un’apericena a base di prodotti tipici.
Sabato 6 giugno ci si sposta nel borgo di Cirò dove, come lo scorso anno, verrà ufficialmente tagliato il nastro: la formula resta identica, Street wine & Food festival, con 7 isole collettive dedicate al vino: oltre a bianchi e rosati di tutte le regioni italiane, tra i rossi è prevista la presenza di etichette delle più prestigiose Docg, dal Brunello di Montalcino al Barolo, all’Amarone della Valpolicella. E le incursioni nell’universo delle bollicine potranno contare sui prodotti delle zone del Prosecco di Valdobbiadene, della Franciacorta e del Trento Doc. Ovviamente, la selezione dei vini calabresi sarà molto ampia.
Domenica 7 giugno tutti a Borgo Saverona, a Cirò Marina, con più di 100 tavoli espositivi di cantine, birrifici, liquorifici e aziende del settore food.
Lunedì 8 giugno la giornata speciale dedicata ai ristoratori.
“Abbiamo saputo raccontare l’agricoltura calabrese come essa meritava – dice l’assessore regionale, Gianluca Gallo – mettendo in evidenza l’impegno quotidiano dei produttori, ponendo l’accento sull’importanza che essa riveste per l’economia e per la comunità. Ma oramai siamo oltre la narrazione: il salto di qualità consiste nel far conoscere le cantine, che dal canto loro non hanno alcuna remora nei confronti dei colleghi delle regioni coi più alti volumi produttivi. Sono convinto che cresceremo ancora”. Benchè il suo festival rappresenti un’istituzione del settore vitivinicolo, Helmut Kocher non è sorpreso dai risultati della viticoltura calabrese: “Ho sempre privilegiato l’eccellenza – afferma il patron del MWF – e in Calabria ho scoperto cose interessanti. Qui c’è un potenziale enorme, una varietà di vitigni autoctoni che è unica in Italia, e poi c’è un assessore che ci crede, che intende incrementare il livello qualitativo ed espressivo. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma nel giro di pochi anni la Calabria del vino potrà evolvere ai massimi livelli. Si può insistere molto sull’enoturismo, favorendo l’afflusso di un pubblico che non conosce o conosce ancora poco questa regione. Ma sono convinto che la Calabria rappresenti il futuro dell’enologia italiana”.
Per la direttrice generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, l’edizione 2026 ripartirà “da quello che è andato bene ma con l’obiettivo e la convinzione di potere ancora migliorare, correggendo qualche piccola criticità emersa nella passata edizione: ad esempio, saranno molto più coinvolti i ristoratori, abbiamo rivolto loro un invito ad hoc, lunedì prossimo avranno un dialogo esclusivo coi produttori. Promozione a parte, cureremo molto anche l’aspetto della sperimentazione. Ci sarà un numero ancora più alto di cantine da tutta Italia. Invitiamo tutti a visitare il MWF: un buon bicchiere di vino, un piatto preparato dai nostri chef in una serata di giugno in collina o sulla costa jonica. Che c’è di meglio?”.
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