Migranti, Corbelli rilancia l’invito a Papa Leone: “Venga a Tarsia a visitare il Cimitero internazionale”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Migranti, Corbelli rilancia l’invito a Papa Leone: “Venga a Tarsia a visitare il Cimitero internazionale”


  25 agosto 2026 22:14

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “condivide e apprezza le parole di Papa Leone sui migranti, sulle persone che vengono prima dei confini e sul diritto umanitario che non deve essere disatteso e considera questa la strada, l’unica, da percorrere e l’obiettivo da perseguire da parte dei vari Paesi dell’Ue per abbattere barriere, muri  e cancellare ingiustizie e disumanità”. Corbelli , in un intervento oggi su L’Altravoce/Il Quotidiano del Sud, ricorda che “le parole  di Papa Leone, sabato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, fanno seguito alla recente visita dello stesso Pontefice all’isola di Lampedusa, dove aveva denunciato la tragedia epocale del popolo dei migranti  e chiamato l’Europa alle sue pesanti responsabilità”.

L’attivista dei diritti umani aveva colto questa occasione della visita nell’isola siciliana per rivolgere un invito al Papa “perché dopo Lampedusa venga anche a Tarsia, a visitare il costruendo Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria al mondo legata alla tragedia dell’immigrazione, che darà dignità alla morte di tutte quelle  povere, sfortunate persone (uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi, mentre fuggendo da guerre, persecuzioni, carestie cercano una vita migliore, più dignitosa.

Papa Leone continuando sulla scia di quanto fatto dal suo grande predecessore, Francesco, continua, con le sue gesta e le sue parole , a fare cose bellissime, di straordinario valore umanitario , mandando messaggi al mondo intero e richiamando L’Ue a fare di tutto per scongiurare queste tragedie. Durante la visita a Lampedusa è andato anche a pregare e deporre una corona di fiori nel piccolo spazio dedicato alla sepoltura di alcuni migranti, tra cui anche bambini senza nome, deceduti nelle drammatiche attraversate del mare di Sicilia. Partendo proprio da quel momento e quel luogo voglio ricordare, ancora una volta, al Pontefice che a Tarsia , dopo una lunga, ininterrotta battaglia, iniziata 13 anni fa, subito dopo la strage proprio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, stiamo lavorando per realizzare e ultimare il Cimitero internazionale dei Migranti che, ricordo, sarà intitolato al bambino siriano Alan Kurdi, morto insieme al fratellino Galip e alla giovane mamma Rehana, agli inizi di settembre del 2015, su una spiaggia della Turchia.

A conferma del valore universale della nostra grande opera rammento che lo scorso mese di luglio è stata a Tarsia, per visitare il costruendo grande Memoriale dedicato alle vittime dei naufragi, la zia paterna del piccolo Alan, la signora Tima Kurdi, che vive in Canada e che era, il Paese del Nord America, la destinazione finale del viaggio del bambino siriano e della sua famiglia.

La grande opera sorgerà su una vasta area di quasi 30mila mq, una Collina della Pace, immersa tra ulivi secolari(che resteranno intatti), di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, e a un tiro di schioppo dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, luogo di prigionia, durante la seconda guerra mondiale, ma  anche di grande umanità e solidarietà, dove nessuno degli oltre 3000 internati subì mai alcuna violenza e proprio per questo da me scelto come luogo ideale e fortemente simbolico, per la realizzazione grande opera monumentale, che cancellerà per sempre la disumanità di quei poveri corpi di migranti che continuano ad essere seppelliti in tanti piccoli cimiteri, quasi tutti siciliani e calabresi, senza un nome, con un semplice numerino che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per i loro familiari dei lontani Paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera.

Ricordo che i lavori del Cimitero internazionale dei Migranti, finanziati dalla Regione Calabria(inizialmente dall’ex Presidente Mario Oliverio e oggi dall’attuale governatore Roberto Occhiuto) e realizzati dal comune di Tarsia del sindaco Roberto Ameruso, erano iniziati, dopo 5 anni di interventi e appelli, pochi giorni prima del Natale 2018 e dopo poco più di un anno si erano fermati per l’arrivo, nel febbraio 2020, della pandemia e per l’esaurimento del primo finanziamento. Dopo altri anni di lotta siamo poi riusciti (grazie ad un nuovo contributo della Regione) a far riprendere i lavori nell’ottobre dello scorso anno. Lavori che adesso spero saranno al più presto ultimati ”.