Minori e social, l'appello istituzionale di Scarpino (Corecom): "Il futuro è oggi"

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images Minori e social, l'appello istituzionale di Scarpino (Corecom): "Il futuro è oggi"


  13 aprile 2026 18:27

"Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna di appartenenza, di schieramento o di sensibilità culturale. Il disegno di legge n. 1136, recante Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale, è oggi al centro dell’attenzione parlamentare: si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una fase di maturazione istituzionale su un tema che per troppo tempo è rimasto privo di strumenti pienamente efficaci. 

È doveroso riconoscere che la politica, nel suo insieme, sta affrontando con crescente consapevolezza una delle questioni più complesse del nostro tempo: la protezione dei minori nell’ecosistema digitale. Non è una questione di parte. È un terreno comune, sul quale si sta costruendo una risposta normativa destinata a incidere in modo significativo sulla qualità della tutela.

In questo contesto, il contributo dei territori assume un valore specifico.

So bene che qualcuno potrebbe ritenere che questo non sia il compito di un singolo Corecom, richiamando le competenze dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni o del Garante per la protezione dei dati personali. Tuttavia, i Corecom non sono meri snodi amministrativi: sono presìdi territoriali della Repubblica, luoghi nei quali il dato normativo incontra la realtà concreta delle comunità.

È proprio da qui che nasce questo intervento.

Chi opera quotidianamente nelle scuole, nei percorsi di educazione ai media, nel confronto diretto con studenti, docenti e famiglie, conosce non solo i numeri, ma ciò che quei numeri rappresentano: fragilità, esposizione precoce, difficoltà relazionali, dinamiche spesso invisibili fino a quando non si trasformano in emergenza. Il Corecom Calabria vive ogni giorno questa dimensione, intercettando segnali che raramente emergono nelle analisi astratte.

E lo affermo con la stessa coerenza con cui, in ogni riunione, in ogni convegno, in ogni incontro pubblico, ho sempre richiamato con chiarezza le responsabilità delle famiglie e, prima ancora, di noi genitori.

Sono e restano tra i principali presìdi educativi. Ma proprio per questo non possono essere lasciati soli. Devono essere sostenuti, accompagnati, messi nelle condizioni di esercitare una responsabilità che oggi, nell’ecosistema digitale, è divenuta enormemente più complessa.

Non è un’affermazione teorica.

Siamo stati tra i primi in Italia a promuovere un approccio integrato in cui l’educazione affettiva precede e sostiene l’educazione digitale. Con il Corecom Academy in Tour abbiamo costruito un percorso strutturato di formazione nei territori. Con il Cybercrime Film Festival – Premio Lucia Abiuso abbiamo introdotto un modello innovativo di prevenzione, capace di parlare ai giovani attraverso il linguaggio del cinema, nei luoghi in cui si forma la loro identità emotiva e relazionale.

Questa esperienza sul campo si intreccia con i dati ufficiali.

Il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subìto almeno un episodio offensivo o di esclusione; il 21% ne è vittima in modo reiterato; il 34% ha subìto aggressioni online. Il 13,5% degli adolescenti presenta un uso problematico dei social media. Si registrano 6.024 accessi al pronto soccorso di minori per violenza nel periodo 2017–2023, con una incidenza significativa nella fascia 11–17 anni. Sul piano penale, si contano migliaia di procedimenti per adescamento e pedopornografia. Sul versante della salute mentale, le istituzioni sanitarie segnalano un aumento delle manifestazioni di disagio, tra cui autolesionismo, ritiro sociale e ideazione suicidaria.

Si tratta di indicatori convergenti, che descrivono una realtà già in atto.

Accanto a questi dati, emerge con forza la voce della società. La petizione promossa dal Corecom Calabria per limitare l’accesso libero e incontrollato dei minori ai siti per adulti ha raccolto 3.483 adesioni in poche settimane. Rapportato alla dimensione dei canali istituzionali utilizzati, questo risultato assume un valore percentuale particolarmente significativo: non è una mobilitazione costruita, ma una risposta spontanea. È il segnale di una richiesta di protezione che proviene direttamente dalle famiglie.

Ed è proprio in risposta a questa domanda sociale che il percorso normativo in atto assume un valore ancora più rilevante.

Il punto centrale resta uno: porre un limite reale.

Un limite che non sia soltanto dichiarato, ma effettivo. Un limite che non resti affidato alla sola responsabilità individuale, ma che sia sostenuto da strumenti giuridici e tecnici adeguati.

In questa prospettiva, la certificazione dell’età rappresenta un elemento decisivo. Non è un aggravio burocratico, ma la condizione necessaria per rendere concreta la tutela. Senza una verifica credibile, ogni limite resta esposto all’elusione; con la certificazione, il principio si traduce in protezione effettiva.

Allo stesso tempo, deve essere affermato con chiarezza che le famiglie non devono essere gravate da un approccio sanzionatorio. La tutela dei minori richiede sostegno, strumenti, alleanza educativa. Richiede istituzioni che affianchino, non che sostituiscano o colpiscano.

Per queste ragioni, l’appello che si rivolge alla politica, nel suo complesso, è di proseguire con determinazione lungo il percorso intrapreso, valorizzando questa occasione come un momento di responsabilità condivisa. L’introduzione di una disciplina organica, fondata su limiti reali, su sistemi efficaci di certificazione dell’età, sul sostegno alle famiglie e sul rafforzamento delle politiche educative, rappresenta un passaggio essenziale.

Non si tratta soltanto di regolare un ambito tecnologico.

Si tratta di accompagnare una generazione.

Il futuro non è domani. Il futuro è oggi.

E oggi ha il volto dei nostri figli".

Lo afferma, in una nota, l'avv. Fulvio Scarpino, Presidente del Corecom Calabria, Vice Coordinatore Nazionale dei Presidenti dei Corecom Italiani 

 

 

 

 

 


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