



























Il decennale del convegno di Federfarma Catanzaro, quest'anno dedicato alla "Mission Impossible" del farmacista in questi ultimi dieci anni di cambiamenti, tra innovazione e visione, non è stato soltanto un grande appuntamento scientifico e celebrativo, ma il segno concreto di un passaggio di prospettiva.
Un momento in cui la farmacia territoriale ha smesso di essere raccontata come un servizio di supporto per diventare, sempre più chiaramente e ufficialmente, una delle porte d’ingresso del sistema sanitario.
La giornata di Federfarma al T-Hotel di Lamezia, onorata dalla presenza di un folto e affiatato pubblico tra farmacisti, sponsor, istituzioni e civili, tutti legati alla carismatica ed emblematica figura di Deflippo, validissima guida, ha offerto dunque lo spazio per mettere in fila ciò che negli ultimi anni è cambiato — e ciò che ancora deve cambiare — in un settore che oggi si trova al centro di una trasformazione profonda: dalla semplice dispensazione del farmaco a presidio sanitario di prossimità, integrato nel tessuto sociale e sanitario del territorio.
Non è un caso che il contenuto di molti interventi abbia ruotato attorno a una stessa idea: la farmacia non è più solo un luogo, ma una funzione sociale essenziale.
Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista Rai Viviana Verbaro, è stato il "padrone di casa" Vincenzo Defilippo, presidente di Federfarma Calabria e Catanzaro, che ha illustrato “il modello Catanzaro”, definendolo una best practice nazionale nel passaggio dalla sperimentazione alla farmacia dei servizi.
A seguire, Francesco Lucia, Segretario di Federfarma Catanzaro, ha sottolineato l’importanza di “fare sistema sul territorio”, puntando su una visione provinciale coesa del sistema farmacia, mentre Alfonso Misasi, Segretario di Federfarma Calabria e Presidente di Federfarma Cosenza ha descritto la farmacia come “laboratorio di innovazione”, capace di coniugare rappresentanza, territorio e sanità di prossimità.
Notevoli, quest'anno, gli interventi istituzionali, che hanno visto al pulpito il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro sul ruolo della farmacia come presidio civile dello Stato, legato a legalità, prossimità e tutela delle comunità. Mentre da remoto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, con un videointervento centrato sulle politiche nazionali, ha ribadito la farmacia come infrastruttura sanitaria del Paese, sottolineandone il contributo in termini di servizi e prevenzione.
Il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa ha posto l’accento sul presidio territoriale e istituzionale, mentre il focus sulla sanità regionale ha riguardato il tema dell’integrazione tra Regione e farmacia per il futuro del sistema calabrese. Inizialmente previsto con Roberto Occhiuto, l'intervento istituzionale regionale è stato quello del consigliere Enzo Bruno. Saluti istituzionali anche per Mario Murone, sindaco di Lamezia Terme.
Il contributo accademico inizialmente previsto per Giovanni Cuda, è stato onorato dal Presidente della Scuola di Farmacia e Nutraceutica dell'UMG Francesco Ortuso, che ha rafforzato il tema dell’alleanza strategica tra università e farmacia, evidenziando il ruolo di formazione e ricerca nella centralità del professionista sanitario.
Dentro questa cornice si è sviluppato il confronto tra esperti del settore. In collegamento da remoto, Robert Nisticò (Presidente Aifa) è intervenuto su farmaco, innovazione e governance, mentre Nino Cartabellotta (Presidente Fondazione Gimbe) ha descritto un Servizio sanitario nazionale “a un bivio”, evidenziando criticità e prospettive. Umberto Comberiati (Vice Presidente Egualia) ha parlato di nuovi modelli di sanità integrata, dalla clinica al territorio.
Un intenso momento celebrativo ha segnato il passaggio da un blocco tematico a un altro. Il presidente Defilippo ha inteso omaggiare i titolari del T-Hotel, da sempre luogo "eletto" del convegno annuale, con una targa dedicata.
Spazio poi ai contributi delle aziende: negli ultimi anni, infatti, la spinta verso la “farmacia dei servizi” ha ridefinito il perimetro delle competenze. Questo passaggio è stato approfondito nella sessione dedicata agli strumenti del nuovo farmacista: Federica Fara (Teva Italia) ha evidenziato il ruolo sociale del farmaco equivalente, tra accessibilità, respondabilità e valore, Luca Leban (Innova) ha presentato il deblistering come servizio ad alto valore aggiunto, mentre Massimo Glisenti (HTN Visual Hospital) ha indicato nella telemedicina uno standard sempre più centrale nei percorsi di cura.
Sul fronte del cambiamento dei consumi, Alessio Baldaccini (Clinical Farma) ha analizzato l’evoluzione delle abitudini comportamentali del conaumatore, mentre Marco Abbiati e Giuseppe Moretti (CGM) hanno affrontato il tema dell’intelligenza artificiale applicata al monitoraggio delle performance e alla gestione della farmacia. A chiudere il quadro tecnologico, Francesco Trecate ha illustrato le soluzioni per la farmacia digitale e Nicodemo Piccolo (Genius Group) ha evidenziato il contributo dell’automazione in termini di efficienza e valore professionale.
Dopo i contributi delle aziende, la vision finale è stata affidata ad Emanuele Mormino (Coach e Ceo Pharmaway), che ha tracciato le prospettive della farmacia dei prossimi 10 anni.
Il filo conduttore è stato chiaro: la farmacia come punto di contatto immediato tra cittadino e sanità pubblica, soprattutto in un contesto in cui l’accesso ai servizi tende a diventare sempre più complesso.
Una trasformazione che, nel contesto calabrese, assume un significato ancora più evidente: quello della prossimità come risposta alla distanza, non solo geografica ma anche organizzativa, tra cittadino e sanità.
Il convegno ha raccontato proprio questo passaggio: una farmacia che non si limita a rispondere a una domanda, ma che intercetta bisogni, li anticipa, li accompagna. Che offre servizi innovativi, non solo cure ma anche diagnosi, prevenzione, estetica e benessere a 360° (dall'analisi cutanea e capillare al makeup e bigiotteria ipoallergenici, dall'integrazione alimentare per sportivi al gluten free, dai dispositivi personali tecnologici a quelli integrati dall'IA).
L'incontro, in questo scenario, ha assunto il ruolo di punto di incontro e osservazione, luogo simbolico di una discussione che riguarda l’intero sistema sanitario regionale.
Il decennale di Federfarma Catanzaro non ha avuto dunque il tono della celebrazione, ma quello della soglia: un punto da cui guardare indietro per comprendere il percorso fatto, ma soprattutto avanti, verso una farmacia sempre più integrata nel sistema salute.
Un cambiamento che non riguarda solo la professione, ma il modo in cui la comunità immagina e costruisce il proprio accesso alla cura. E che, proprio per questo, non si esaurisce in una giornata di lavori, ma continua ogni giorno, dietro il banco di una farmacia, nel dialogo tra farmacista e cittadino.
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